Le persone finite in manette sono accusate di coltivazione ai fini di spaccio di ingente quantitativo di sostanza stupefacente e furto aggravato di energia elettrica, reati contestati in concorso tra tutti e quattro. All’interno del capannone i carabinieri hanno rinvenuto un impianto di irrigazione ed elettrico, realizzato con allaccio abusivo, costituito da 30 fari ad altissimo potenziale da 600 watt ciascuno. Inoltre, sempre all’interno del capannone, sono stati rinvenuti: 184 piante d’altezza tra 50 e 250 cm, di cannabis indica, per un totale di circa 90 Kg; 1,6 Kg di cannabis indica già essiccata e confezionata in 4 buste sottovuoto. Secondo gli inquirenti, che l’hanno definita una “impresa di stupefacenti”, era in grado di produrre tra mezzo kg e 10 kg di sostanza stupefacente al giorno.
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