Confiscati beni per 200 milioni ritenuti riconducibili a Mario Giuseppe Scinardo, di Cosa Nostra di Mistretta, e a Sebastiano Rampulla, deceduto nel 2010, e fratello di Pietro, condannato per essere stato l’artificiere che ha confezionato l’ordigno della strage di Capaci. Il provvedimento, eseguito nelle province di Catania, Siracusa ed Enna, è stato emesso dalla Corte di Cassazione.
Il patrimonio confiscato dalla Dia, valutato circa 200 milioni, risulta costituito da numerose società e ditte individuali, da circa 230 beni immobili (comprese vaste distese di terreno, appartamenti, ville e locali commerciali) e da aziende agrituristiche e vinicole, da impianti di calcestruzzo e da circa 90 mezzi, tra camion, escavatori, trattori, mezzi agricoli ed autovetture di grossa cilindrata.
La testimonianza di Attilio Carbone, da Long Island, New York, a 30 miglia da Manhattan…
Un traguardo speciale per uno dei volti più popolari di Radio Italiana 531, co-conduttore di…
Nel marketing moderno non vince chi “fa più rumore”, ma chi intercetta il bisogno nel…
Asfalti, marciapiedi, sicurezza degli attraversamenti e cantieri anche di notte: il Comune di Pisa fa…
Roma, 8 ottobre 2026 - Sala Capitolare del Senato, Palazzo della Minerva Il…
Nel territorio bergamasco, dove molte famiglie cercano di conciliare lavoro, distanza, responsabilità domestiche e il…