I bambini sono stati visitati – tre di essi al pronto soccorso – e dimessi con una diagnosi che riconduce a una reazione da “sindrome sgombroide”.
“Ci dispiace dell’accaduto a fronte della grande attenzione che l’Amministrazione Comunale riserva al servizio di ristorazione scolastica – ha detto l’Assessore alle Politiche educative Maria Grazia Pellerino – parliamo di tre porzioni su oltre 40.000 servite. Abbiamo chiesto tempestivamente all’azienda fornitrice e ai nostri organi di controllo del laboratorio chimico di dirci cosa sia successo e che cosa intendano fare per evitare che quanto accaduto si ripeta”.
Immediatamente sono stati attivati i procedimenti di contestazione all’azienda e di tutela da parte della Città:
il SIAN-ASL , organo di vigilanza sanitaria, avvisato anche dalla Città ha attivato le verifiche necessarie recandosi direttamente al Centro di cottura e a scuola.
Il Servizio di Ristorazione del Comune ha attivato il Laboratorio Chimico della Camera di Commercio, che provvede ad effettuare i controlli per conto della Città, per fare tutte le verifiche necessarie a individuare le cause di malessere degli utenti, con particolare riferimento ai procedimenti che garantiscono la salubrità dei prodotti. Il laboratorio ha provveduto al prelievo dei controcampioni dei prodotti somministrati in data 26 marzo, conservati nel centro di cottura, per effettuare le analisi del caso.
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