“L’Ordine dei Giornalisti della Calabria esprime con la massima forza possibile la propria solidarietà al collega Paolo Orofino de “Il Quotidiano” per l’incredibile e proditoria aggressione, subita nella piazza principale di Paola da uno squallido e forse non disinteressato soggetto, solo perché aveva “osato” fotografare l’avvocato Nicola Gaetano, indagato per la vicenda Asp di Cosenza, mentre veniva intervistato da Sandro Ruotolo per “Servizio pubblico”. Si tratta di un episodio delinquenziale preoccupante. E’ infatti il segnale della montante insofferenza che in certi ambienti si coltiva nei confronti dei giornalisti e della libera informazione. Nella impossibilità, grazie alla “schiena dritta” di tanti colleghi, di imporre censure, di far sottovalutare notizie, di condizionare per coprire intrecci opachi, evidentemente qualcuno pensa che si possano “censurare” i giornalisti facendo ricorso alla violenza ed alla intimidazione più becera. Chi la pensa così, anche in questo caso, si sbaglia di grosso; il sistema dell’informazione calabrese, nelle sue varie articolazioni, ha ormai introiettato i giusti anticorpi capaci di respingere al mittente ogni tentativo di intimidazione, di condizionamento, di manipolazione, sia che questi tentativi siano portati avanti attraverso l’opera di mediazione di personaggi più o meno accreditati, sia che passino attraverso minacce o aggressioni fisiche. E’ bene che lo sappiano sia i “pupari” che i “picciotti” che vedono la libera informazione come fumo negli occhi”. E’ quanto scrive in una nota Giuseppe Soluri, Presidente Ordine dei Giornalisti della Calabria.
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