Un film già visto, il presidente Cota novello Candide nella “migliore delle regioni possibili”. E’ surreale infatti che si trinceri dietro dichiarazioni: “la Regione Piemonte è diventata punto di riferimento per il territorio e i suoi cittadini”.
La realtà è invece molto diversa: siamo nel momento in cui la Regione ha toccato il livello più basso di credibilità. Di questo dovrebbe preoccuparsi, al di là delle singole responsabilità, anche perché non vediamo i risultati millantati.
Cota dovrebbe ricordare, ad esempio, che il piano sanitario è franato pezzo dopo pezzo, dalle federazioni alla riorganizzazione delle emodinamiche, per ricordare solo le questioni più note, arrivando ad una sanità commissariata, anche se non formalmente, nella pratica dal Ministero dell’Economia.
E proprio in questi giorni la discussione sulle due realtà aziendali, Csi-Piemonte e IPLA, dimostra la mancanza assoluta di politiche industriali in cui inquadrare il loro futuro, in due settori strategici, come l’Ict e la green economy.
E non siamo per nulla sollevati dalle rassicurazioni del vicepresidente Pichetto sullo stato dei conti della Regione, anche perché arriviamo di nuovo a fine anno senza avere approvato il bilancio previsionale per quello successivo.
E’ quanto scrive in una nota stampa Monica Cerutti, Sinistra Ecologia Libertà.
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