“Oggi i detenuti ci hanno ricordato che cosa sia la scuola: uscire dall’ignoranza e riempire il vuoto che li ha portati lì. Grazie alla scuola possiamo far capire ai detenuti che non li abbiamo abbandonati e dimenticati; anzi, che continuiamo a preoccuparci di loro. Lo studio è un’occasione di riscatto, un’opportunità per ricominciare”. Lo ha detto l’assessore all’educazione Cristina Giachi che questo pomeriggio, insieme al sottosegretario alla pubblica istruzione Gabriele Toccafondi, ha visitato la scuola all’interno della casa circondariale del nuovo complesso penitenziario di Sollicciano.
“La finalità fondamentale della scuola all’interno del carcere – ha aggiunto l’assessore Giachi – è di collaborare con l’istituto di pena per preparare, favorire il recupero ed il reinserimento dei detenuti nella società. Lo studio, il diploma, il contatto con gli insegnanti possono rappresentare l’occasione per progettare un futuro degno d’esser vissuto ed offrire almeno una speranza occupazionale una volta riacquistata la libertà. C’è bisogno però di una scuola diversa, che risponda al bisogno educativo primario dei detenuti, e che non usufruisca soltanto delle risorse che avanzano al sistema, di una scuola che non sia la copia brutta e povera della scuola normale. Chiedo al governo di fare, tutti insieme – enti locali, istituti di pena, ministeri dell’istruzione e della giustizia – uno sforzo immaginativo per progettare e realizzare una scuola che sia del e per il carcere”.
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