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Vibo Valentia, la Pubbliemme rilancia il suo impegno per Rete Kalabria

Fare impresa ed editoria in Calabria e del resto in Italia non è mai stato facile. Ancor più in un momento così delicato come quello che sta vivendo l’economia del Belpaese. A Vibo Valentia il Gruppo Pubbliemme si è impegnato nel “salvataggio” di una delle emittenti storiche del territorio vale a dire Rete Kalabria. Il compito non è affatto semplice anche perché le “incomprensioni” sono sempre dietro l’angolo e sono tante le forze che entrano in gioco quando si porta avanti un’impresa simile. Ne è scaturita una vertenza con il corpo redazionale, risolta grazie alla buona volontà dell’editore Domenico Maduli che ha speso tante energie per trovare una conciliazione.

Non ci saranno licenziamenti e verranno regolarizzate tutte le posizioni contrattuali attraverso l’applicazione, a tempo indeterminato, del contratto nazionale di lavoro giornalistico Fnsi-Aeranti Corallo a tutti e cinque giornalisti (4 full-time e 1 part-time per propria scelta), la corresponsione del 60% delle spettanze arretrate relative alla passata gestione dell’emittente televisiva vibonese, e la rateizzazione in tre anni dei compensi.

Una situazione che, ad onor della cronaca, viene eredita dal Gruppo che ha acquisito e salvato l’emittente. Senza la Pubbliemme altrimenti Rete Kalabria era destinata a “morire”.

Il Sindacato Giornalisti della Calabria, la Fnsi e ll’Inpgi e, di conseguenza, dell’associazione degli editori dell’emittenza radiotelevisiva locale Aeranti-Corallo, cui Rete Kalabria è associata, hanno salutato, con soddisfazione, l’incremento di contratti Fnsi-Aeranti Corallo (passati da 1 a 5). Dell’editore Domenico Maduli, coadiuvato nel Cda dai soci Maria Grazia Falduto e Francesco Brogna, assistiti dall’avv. Rosa Sabrina Caglioti che, come più volte sottolineato nel corso della riunione prefettizia, “non ha messo mai in dubbio la qualità del lavoro dei cinque giornalisti”, ma dal 20 settembre scorso, data di acquisizione dell’azienda dopo una trattativa durata diversi mesi, si è “ritrovato a fare i conti con il massiccio indebitamento contratto dalla precedente proprietà e che, senza il suo intervento, avrebbe portato alla chiusura dell’azienda”.

Con la definizione dell’accordo che salvaguarda il livello qualitativo del prodotto giornalistico, l’editore Domenico Maduli ha, inoltre, dimostrato grande capacità imprenditoriale, a testimonianza che è soprattutto in periodi di crisi che bisogna investire nella qualità e nella professionalità del prodotto. La politica dei tagli, non supportata da adeguati piani di rilancio, rappresenta, infatti, un mero prolungamento dell’agonia che precede la chiusura di un’attività.

Domenico Maduli, al tavolo prefettizio ha dichiarato di voler risanare e rilanciare Rete Kalabria, credendo pienamente nelle potenzialità dell’emittente.

Redazione

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