Operazione dei Carabinieri contro le cosche della ‘ndrangheta durante la quale hanno fermato cinque persone accusate a vario titolo di associazione per delinquere di tipo mafioso, estorsione, danneggiamento seguito da incendio, detenzione e porto illegale di armi, favoreggiamento personale e procurata inosservanza di pena. I provvedimento di fermo sono stati emessi dalla Dda di Catanzaro.
Le indagini che hanno portato stamane al fermo di cinque persone hanno avuto inizio dopo l’arresto del boss Ettore Lanzino, catturato dai militari dell’Arma il 16 novembre del 2012 a Rende dopo una lunga latitanza. Dopo l’arresto di Lanzino le indagini dei Carabinieri si sono incentrate sull’identificazione dei componenti dell’omonima cosca della ‘ndrangheta che avevano protetto e garantito la latitanza del boss.
Gli investigatori hanno anche scoperto le attività criminali della cosca finalizzata allo sfruttamento delle risorse economiche attraverso le estorsioni in danno di imprenditori. Le indagini hanno consentito di documentare numerosi episodi estorsivi, consumati e tentati, nonché alcuni danneggiamenti seguiti da incendio, effettuati nel medesimo contesto a scopo intimidatorio in danno di operatori economici.
I provvedimenti di fermo sono stati emessi dal Procuratore della Repubblica della Dda di Catanzaro, Vincenzo Antonio Lombardo, dal procuratore aggiunto Giuseppe Borrelli e dai sostituti Vincenzo Luberto e Pierpaolo Bruni.
La cosca della ‘ndrangheta dei Lanzino opera a Cosenza e provincia. Con Ettore Lanzino furono arrestati anche due favoreggiatori, Umberto Di Puppo e Renato Mazzulla, quest’ultimo ritenuto il “vivandiere” del latitante.
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