L’antica macchina da pesca che caratterizza la costa abruzzese compresa tra Ortona e San Salvo fino a darle il nome, Costa dei Trabocchi appunto, perde un esemplare cui gli abitanti di San Vito, ma non solo, erano molto affezionati. Un altro trabocco che sta cedendo alla forza delle mareggiate e all’assenza di manutenzione è quello di Punta Turchino, l’unico di proprietà di un ente pubblico, nello specifico del Comune di San Vito Chietino. Si tratta del trabocco reso celebre dalla descrizione che ne fece Gabriele d’Annunzio nel libro terzo del Trionfo della Morte. “Proteso dagli scogli, simile ad un mostro in agguato, con i suoi cento arti, il trabocco aveva un aspetto formidabile…,” scrisse il Vate (di cui si celebra quest’anno il 150simo dalla nascita) a proposito di quel trabocco costruito intorno alla metà del 1800.
Lo scorso 21 maggio la Regione Abruzzo ha destinato 40 mila euro al restauro del trabocco dannunziano, ma la somma non è stata ancora erogata.
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