L’ottantenne gestiva gli interessi della ‘ndrangheta nel traffico di droga. Soprannominato “Papi”, Scipione ha già subito una condanna nell’ambito dell’operazione “Decollo”, con la quale si è fatta luce su chili e chili di cocaina che viaggiavano nascosti all’interno di containers, che trasportavano carichi di marmo, plastica, cuoio e scatole di tonno, al centro di un vorticoso giro di import-export tra Sud America ed Europa che, per anni, ha rimpinguato le casse della ‘ndrangheta, anche grazie a pericolosissimi contatti con il terrorismo internazionale.
Latitante dal 2006, originario di una zona compresa tra Sant’Agata del Bianco e San Luca, sul versante jonico reggino, Scipione è stato catturato dai carabinieri del Ros e dalla policia nacional Grupo SIU di Bogotà, nell’ambito di un’inchiesta coordinata dal pm Gratteri. L’arresto, secondo quanto reso noto dai carabinieri, è avvenuto “nell’ambito di una stretta cooperazione giudiziaria instaurata dalla Procura Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria con le autorità colombiane, e grazie al costante supporto assicurato dal Servizio di Cooperazione Internazionale di Polizia e dalla Direzione Centrale per i Servizi Antidroga”.
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