In manette, oltre ai vertici storici della cosca, sono finiti anche noti imprenditori vibonesi operanti nei settori siderurgici e dei servizi turistici e un funzionario dell’Ufficio tecnico del Comune di Tropea. Durante il blitz agli indagati sono stati sequestrati numerosi beni ed aziende.
Secondo quanto hanno appurato le indagini, gli affiliati alla cosca Mancuso di Limbadi sottoposti a fermo, tra le altre cose, praticavano prestiti ad usura con tassi sino al 200% annuo. Gli investigatori hanno accertato quello che è stato definito “un vorticoso giro di denaro” che poi finiva nelle casse dei Mancuso.
Gli affiliati, inoltre, secondo quanto emerso dalle indagini, in alcuni casi avrebbero anche sequestrato le vittime dell’usura quando queste non riuscivano a fare fronte ai debiti per indurre i familiari a pagare.
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