Tragedia in Calabria. Una rom si sarebbe accorta che il suo bambino aveva problemi di respirazione. Preso il bimbo sarebbe uscita di casa chiedendo aiuto a passanti e vicini di casa. Nel mentre transitava una pattuglia dei Carabinieri. I militari, capito la gravità della situazione, hanno chiesto l’intervento del 118. L’ambulanza è giunta in pochi minuti a Santa Maria. Ma ormai per il piccolo non c’era più nulla da fare. I sanitari non hanno potuto fare altro che riscontrare il decesso e stilare un verbale trasmesso al sostituto procuratore di turno Alessia Miele.
Il Pm ha disposto il trasferimento del corpicino nell’obitorio del reparto di Medicina legale del Policlinico di Germaneto in attesa della probabile esecuzione dell’autopsia. Spetterà agli inquirenti, già nelle prossime ore, chiarire se il piccolo avesse mai sofferto di disturbi respiratori o di altre patologie. L’ipotesi più accreditata è quella di una tragedia generata da cause naturali o di un drammatico caso di Sids, la cosiddetta “morte in culla” che ogni anno colpisce circa 300 neonati.
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