La protesta davanti al tribunale, assistiti dalla sindacalista Cisal Mungari, che hanno annunciato che metteranno in atto lo sciopero della fame. Non accettano la decisione dell’azienda che ha annunciato una serie di licenziamenti esecutivi dal primo gennaio. Dal canto suo Battista Foderaro, titolare dell’omonima azienda di trasporti, ha spiegato che “nel giro di due tre giorni, il tempo di concludere le procedure e l’azienda chiude”.
A complicare la situazione c’è il periodo di franchigia iniziato ieri e che dura sino al 7 gennaio, periodo per cui gli scioperi non sono autorizzati per legge. Domenica scorsa la Polstrada ha disposto il fermo di alcuni autobus sostitutivi ingaggiati dall’azienda per dare il servizio a quei passeggeri che avevano già prenotato il biglietto. “Ci siamo preoccupati di garantire il viaggio a gente che veniva per il periodo natalizio – afferma Foderaro -. La costituzione prevede la libertà di movimento. Noi lo abbiamo fatto per atto doveroso. I colleghi noleggiati si sono visti sequestrare l’autobus, mentre facevano un servizio per nostro conto. La polizia stradale li ha fermati dicendo che il servizio era abusivo. Ma non è così perché noi abbiamo fittato l’autobus pagando regolarmente”.
A nulla è servita nemmeno la precettazione disposta dal Prefetto. Foderaro ha spiegato che per le tratte interregionali la commissione di garanzia degli scioperi non ha mai regolamentato i servizi minimi essenziali, perché non si era mai verificato un caso, pertanto è previsto che le parti (sindacato e azienda) si possono incontrare per stabilire tali servizi.
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