Il tunisino che si è appartato con la lei è stato indagato con l’accusa di aver stuprato la giovane. Il fascicolo è coordinato dal procuratore aggiunto Maria Monteleone, titolare del pool per i reati sessuali.
La decisione di iscrivere il cittadino nordafricano nel registro degli indagati èarrivata al termine di una prima attività di indagine su quanto avvenuto in via Milazzo. In base ai dati raccolti dagli uomini della squadra Mobile, i pm di piazzale Clodio hanno proceduto ad indagare per il reato di violenza sessuale l’autore del presunto stupro, che ieri ha parlato di un rapporto consenziente. In un primo momento, infatti, la Procura aveva deciso di non accusarlo di alcun reato.
Ad incastrare il tunisino ci sarebbe anche la testimonianza raccolta da Pamela Bruni, la psicologa del Policlinico Umberto I che ha incontrato la 22enne australiana trovata esanime in un lago di sangue. “Dal colloquio che ho avuto con la ragazza emergerebbe un possibile stupro che la giovane ha voluto nascondere per la vergogna e la difficoltà di trovarsi in un paese straniero”, ha spiegato l’esperta. “Forse era consenziente inizialmente – ha proseguito – ma non credo lo sia stata anche dopo”.
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