Rifondazione Fvg Propone Mobilitazione per Difesa dei Diritti Lavoratori

“Non c’è nessuna motivazione, se non ideologica, per sostenere che l’aumento della licenziabilità comporti anche un incremento dell’occupazione”. Lo fa notare Kristian Franzil, segretario regionale Friuli Venezia Giulia del PRC-SE. “Pensavamo che in governo dei tecnici non riproponesse discussioni già risolte negli anni 30 da Keynes (nella Teoria generale) e contrastate dalla realtà degli ultimi 20 anni”. “Il modello di compressione dei diritti, a partire dai salari (giova ricordare che se proprio dovessimo porci l’obiettivo di copiare il modello tedesco, potremmo iniziare dal portare al loro livello  gli stipendi dei dipendenti italiani), è proprio uno dei motivi che crea l’indebitamento e il calo dei consumi alla base dell’attuale crisi”. Per Franzil “il Governo Monti si allinea, di nuovo, alle destre europee, scaricando, dopo la “riforma” delle pensioni, i costi della crisi sempre sui lavoratori, senza produrre strumenti che ci aiutino veramente a promuovere politiche di sviluppo alternativo”. “D’altra parte, se con le modifiche all’art.18 si rende il lavoro variabile dipendente delle congiunture economiche e della salute dell’impresa, oltre che dell’arbitrio dell’imprenditore (in tempi di crisi quale licenziamento può non essere attribuito a questioni economiche?), con il pareggio di bilancio si preclude la possibilità di un intervento sociale dello Stato adeguato al momento. Soprattutto considerando che, in assenza di politiche di sviluppo diverse dalle ricette liberiste, già con gli attuali ammortizzatori sociali rischiamo di trovare a breve migliaia di persone senza lavoro né sostegno”. “Per questo sosteniamo le motivazioni del ‘no’ della Cgil alle proposte di Monti e proponiamo, una mobilitazione per la difesa dell’articolo 18, contro la precarietà, per politiche di redistribuzione del reddito e tutela dei diritti dei lavoratori”. “Pensiamo, in questa fase cruciale che condizionerà il volto del nostro Paese nei prossimi anni, sia necessario l’impegno di tutti, a partire dai partiti della sinistra per una svolta della politica economica italiana ed europea,  che tuteli il modello di welfare e difenda i diritti del lavoro”.

Redazione

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