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Traballa la sedia di Monti, mozione di sfiducia al Ministro Riccardi

Il PdL scoppia. Al Senato la goccia che ha fatto traboccare il vaso contro Mario Monti è una dichiarazione del Ministro della Cooperazione Andrea Riccardi. L’ex Guardasigilli Francesco Nitto Palma ha raccolto le firme di 45 senatori per presentare una mozione di sfiducia individuale nei suoi confronti, all’indomani delle esternazioni del Ministro sulla “politica schifosa”. Maurizio Gasparri e Gaetano Quagliariello frenano e mediano per risolvere la situazione.

In una lettera inviata al presidente del gruppo Maurizio Gasparri, Nitto Palma, compare come primo firmatario, insieme ai senatori Bruno Alicata e Luigi Compagna. Ci sono poi molti che provengono dalle file di An come Domenico Gramazio e Luigi Ramponi. Nella lettera si ricorda la “lealtà, amicizia e fiducia nei confronti del PdL” che li ha indotti ad “estendere tale lealtà, amicizia e fiducia anche al Governo in carica e a tutti i suoi componenti. Ma all’indomani di esternazioni del Ministro Riccardi a dir poco scomposte e sguaiate, ci sembra – sostengono i firmatari – che il ricorso alla mozione individuale di sfiducia nei suoi confronti sia diventato gesto necessario ed urgente”.

“Può darsi – continua la missiva – che lo strumento regolamentare sia discutibile, può darsi che le scuse del Ministro Riccardi siano apprezzabili, ma per evitare che un Governo del quale faccia parte il professore in oggetto abbia la nostra fiducia ci è parso imprescindibile puntare su un’iniziativa ad hoc del nostro gruppo”. In ogni caso, ha ribadito Palma, “non è assolutamente in discussione la fiducia al Governo Monti verso il quale la nostra lealtà e la nostra disponibilità sono garantite da Berlusconi e Alfano”. Monti “sin dal suo discorso di insediamento – ricorda il senatore del PdL – ha affermato il massimo rispetto del Governo per la centralità del Parlamento. E il Parlamento è la politica”.

Poco prima, da Belgrado, durante la conferenza stampa dopo il summit italo-serbo, Monti aveva raccomandato. “Si restringe lo spread tra Italia e Germania ed ora l’auspicio è che non si allarghi lo spread tra i partiti politici che sostengono il Governo perché questo potrebbe intralciare le politiche di risanamento e bilancio”.

Le esternazioni di Riccardi erano arrivate parlando con il Ministro della Giustizia, Paola Severino, dopo che Angelino Alfano aveva annunciato di non presentarsi al vertice con Monti su Rai e giustizia, costringendo il Premier al rinvio. Sul tema torna il giorno dopo il leader del Pd Bersani. “Chiedete ad Alfano. Io vado al prossimo incontro con il Premier e parlerò di tutto. Sia chiaro: non accetto esclusione di temi”.

Redazione

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