Il bollo auto potrebbe davvero finire nel mirino del Governo? La proposta arriva direttamente dal vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, che in un reel pubblicato sui social ha rilanciato una serie di interventi per ridurre la pressione fiscale sugli italiani, arrivando a mettere sul tavolo anche l’abolizione del bollo per auto o moto. Un annuncio destinato inevitabilmente a far discutere, soprattutto perché dietro quella che per milioni di automobilisti sarebbe una notizia clamorosa si nasconde un problema tutt’altro che semplice: il bollo vale infatti circa 7,5 miliardi di euro l’anno, risorse che finiscono principalmente nelle casse delle Regioni.
«Noi vogliamo ridurre le tasse in Italia. Lo slogan sarà meno tasse, meno tasse, meno tasse», ha dichiarato Tajani, collegando il tema della riduzione della pressione fiscale anche agli interventi sulle accise e alle altre misure che il Governo intende portare avanti.
Poi il ministro ha elencato alcune delle sue proposte: «Abbattere le tasse sulle tredicesime, ridurre l’Irpef dal 35 al 33% allargando la base fino a 60.000 euro e, per esempio, abolire il bollo sulle auto o sulle moto». E alla domanda implicita sulla possibilità di realizzare un programma tanto ambizioso, Tajani ha risposto con grande sicurezza: «Ci riusciremo? Io sono convinto di sì».
È proprio quel riferimento al bollo auto ad aver acceso l’attenzione degli automobilisti. Per chi possiede una vettura, infatti, quella tassa rappresenta uno dei costi meno amati legati all’automobile, anche perché viene pagata in virtù del possesso del veicolo e non necessariamente del suo effettivo utilizzo. L’importo varia in funzione di diversi elementi, tra cui potenza, classe ambientale e Regione di residenza.
Ma trasformare una proposta politica in una misura concreta è un’altra cosa. Il punto più delicato riguarda proprio le risorse. Il gettito complessivo del bollo automobilistico si aggira attorno ai 7,5 miliardi di euro all’anno, una cifra enorme che rappresenta una componente importante delle entrate regionali. Cancellare completamente la tassa significherebbe quindi individuare una copertura alternativa altrettanto consistente, evitando di lasciare un buco nei bilanci delle amministrazioni territoriali.
Ed è qui che la proposta di Tajani incontra il primo grande ostacolo. Le Regioni dovrebbero infatti rinunciare a una fonte di entrata rilevante oppure ricevere dallo Stato risorse sostitutive. In entrambi i casi, il problema diventerebbe essenzialmente finanziario: chi pagherebbe il conto dell’abolizione?
Tajani, nel suo intervento, parla di un programma complessivo di riduzione delle tasse che potrebbe essere sostenuto anche attraverso gli investimenti privati nei grandi progetti dello Stato. Ma tra l’annuncio politico e una vera riforma fiscale resta un percorso complesso, soprattutto quando in ballo ci sono miliardi di euro di entrate.
La vicenda ricorda, per certi versi, anche quella del superbollo, introdotto per le automobili più potenti e da anni al centro del dibattito politico. Nonostante le numerose ipotesi di abolizione o revisione, il superbollo continua a esistere e garantisce comunque un gettito nell’ordine di circa 100 milioni di euro l’anno. Una cifra molto più piccola rispetto ai 7,5 miliardi collegati al bollo ordinario.
Ed è proprio questa differenza a rendere particolarmente ambiziosa l’idea lanciata da Tajani. Se è stato difficile trovare una soluzione definitiva persino per un’imposta molto più piccola come il superbollo, eliminare una tassa che vale decine di volte tanto richiederebbe una copertura finanziaria completamente diversa.
Per il momento, dunque, non c’è un’abolizione del bollo auto già approvata. C’è una proposta politica, molto chiara, arrivata da uno dei principali esponenti della maggioranza. Per milioni di automobilisti potrebbe essere una prospettiva allettante: niente più pagamento annuale per possedere l’auto o la moto. Ma prima di festeggiare bisognerà capire se e come il Governo riuscirà a trasformare quelle parole in una misura concreta.
La vera partita, infatti, non si giocherà soltanto sulla volontà di tagliare le tasse. Si giocherà soprattutto sulla capacità di trovare 7,5 miliardi di euro senza far saltare i conti delle Regioni.
Per gli automobilisti, quindi, la domanda resta aperta: il bollo auto è davvero arrivato al capolinea oppure resterà ancora a lungo una delle tasse più odiate d’Italia?
Prestigioso incarico internazionale per Ketty Gottardo, laureata in Storia dell’arte all’Università degli Studi di Udine…
di Goffredo Palmerini L’AQUILA – Una calorosa accoglienza ha riservato Pinzolo alla folta…
Il violento nubifragio che si è abbattuto su Campobasso ha costretto a interrompere i preparativi…
Il limite del mero adempimento Dati e casi recenti In Italia le norme che obbligano…
Un gesto concreto di solidarietà nel cuore della città. Domenica 13 settembre, in occasione della…
Divorziare.it porta online in Italia la gestione delle separazioni e dei divorzi consensuali. La piattaforma…