Non le hanno applicato un sondino drenante durante un intervento di asportazione dello stomaco, portando così alla morte una ragazza 27enne per soffocamento e per lo shock setticocausato dalle secrezioni salivari e dalla bile che le hanno invaso i polmoni.
Così 4 medici dell’Humanitas di Rozzano (MI) sono stati rinviati oggi a giudizio per l’incidente avvenuto nel luglio del 2009. L’accusa è di quelle pesanti: cooperazione in omicidio colposo aggravato dalla violazione dell’arte medica.
Una morte molto dolorosa, di cui la paziente si sarebbe resa conto al punto di telefonare al fidanzato nel cuore della notte per dirgli: “Sto morendo, vieni”.
Il processo è stato disposto dal giudice per l’udienza preliminare Andrea Salemme su richiesta del pubblico ministero Maurizio Ascione. Comincerà il 19 aprile davanti alla quinta sezione penale.
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