Un caso che apre un precedente pericoloso a livello nazionale. La Consulta per la famiglia di Bologna ha aperto agli omosessuali. E per protesta le dodici associazioni cattoliche, hanno lasciato la consulta. La decisione è una protesta nei confronti dell’entrata di due associazioni vicine alla realtà gay, Famiglie Arcobaleno e Agedo. Una protesta contro l’offesa fatta dal sindaco alla società civile bolognese ed italiana. Di fatto Merola certifica l’ingresso dei diversi nel concetto di famiglia, violando non solo il buon senso ma anche le leggi italiane.
Dura la posizione della Curia di Bologna che definisce tale decisione come una “posizione intollerante” e “incoerente”, ”una grave offesa in primo luogo alla ragione e al buon senso comune, alla comunità civica e a quella cattolica”.
Se da un lato l’accusa che si muove alla giunta Merola, da parte dei cattolici, è la trasformazione della consulta per la famiglia in una “consulta delle convivenze”, dall’altro lato Palazzo d’Accursio non ha nessuna intenzione di fermare i propri lavori, secondo le dichiarazioni del coordinatore di giunta, il democratico Benedetto Zacchiroli, che afferma: “Le nostre politiche continueranno a tutelare gli interessi delle famiglie in questo momento di crisi”.
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