Un uomo di 51 anni, Paolo Vivacqua, nato ad Agrigento, è stato assassinato a colpi di pistola nell’ufficio della ditta intestata ai suoi figli, che si occupa di rottamazione di metalli, al primo piano del civico 15 di via Bramante da Urbino del centro brianzolo. Del caso si occupano i carabinieri della compagnia di Desio. L’uomo è stato ucciso dietro la scrivania. I carabinieri lo hanno trovato con il telefono ancora in mano. E’ stato raggiunto da 7 proiettili esplosi da una semiautomatica. E’ stata la compagna a scoprirlo e a dare l’allarme. Vivacqua era titolare di varie ditte che si occupano di diverse attività, dall’intermediazione finanziaria alla rottamazione e al trasporto di auto.
Sul delitto spunta l’ombra lunga e inquietante della criminalità organizzata. Per gli investigatori dell’Arma si tratta di un sospetto e non di una certezza, ma la dinamica fin qui ricostruita avrebbe i contorni dell’esecuzione di stampo mafioso. Al momento comunque, i carabinieri indagano a 360 gradi, partendo dai tanti rapporti d’affari gestiti da Vivacqua, imprenditore con piccoli precedenti per reati fiscali, residente in Svizzera ma domiciliato a Desio.
Quattro mesi dopo la maxi operazione “Infinito” che, tra l’altro, aveva svelato la presenza a Desio di un “locale” di ‘ndrangheta in rapporto con alcuni esponenti della politica brianzola, il Comune si è auto sciolto nel novembre 2010 ed è stato commissariato.
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