Gianfranco Fini da Lecce sottolinea che il Terzo Polo andrà verso le elezioni senza alleanze precostituite. “Abbiamo un’enorme difficoltà a ragionare con una certa sinistra lontana da noi, ma non è affatto scontato che l’altro grande polo sia l’interlocutore. Noi – aggiunge – abbiamo obiettive impossibilità a ragionare con chi ritiene che la Tav sia inutile o che non si possa liberalizzare o che la riforma delle pensioni sia un tabù. A ragionare, cioè, con una sinistra lontanissima in termini culturali e programmatici”. Rivendicando l’equidistanza dai due poli principali, il leader Fli si rivolge però ai potenziali transfughi del Pdl: “Il Terzo Polo – dice – è aperto al contributo di tutti quei parlamentari del Pdl che devono aprire gli occhi: ora o mai più. Con quattro o cinque voti non si governa, si vivacchia. Questa è l’ultima chiamata”.
Lo stesso appello, con toni anche più decisi, è partito dalla voce di Pier Ferdinando Casini: “E’ ora di finirla con i superuomini, quelli che pensano che il mondo finisce quando finiscono loro. I cimiteri sono pieni di gente che si riteneva indispensabile”, attacca Casini. Ed ora di finirla, aggiunge il leader Udc, anche con una “caricatura del bipolarismo che ormai è divenuto uno scontro fra uomini primitivi. Oggi c’è bisogno di parlare un linguaggio nuovo e non di riproporre una formula bipolarista sgangherata”.
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