Lazio

Dall’orgoglio della parata del 2 Giugno al dovere del riconoscimento: è il momento dei fatti per le donne e gli uomini in divisa

di Paolo Fedele *

La straordinaria emozione vissuta il 2 Giugno lungo i Fori Imperiali, in occasione della Festa della Repubblica, ha offerto all’Italia una delle immagini più autentiche e significative del legame tra la Nazione e i suoi servitori in uniforme.

Le più alte cariche dello Stato hanno applaudito con visibile orgoglio il passaggio delle compagnie militari, consapevoli di poter contare su una prestigiosa schiera di donne e uomini delle Forze Armate e delle Forze di Polizia che, ogni giorno, con dedizione, sacrificio e senso del dovere, garantiscono sicurezza, stabilità e difesa degli interessi nazionali.
Quelle immagini hanno raccontato molto più di una semplice parata. Hanno mostrato il rispetto, la gratitudine e l’ammirazione che il Paese nutre verso chi indossa una divisa. Ma oggi, a quell’emozione, devono seguire scelte concrete.

È giunto il momento che il Governo, con la stessa determinazione e lo stesso orgoglio manifestati durante la celebrazione della Festa della Repubblica, si impegni affinché in sede di contrattazione stipendiale venga finalmente riconosciuto ai militari il giusto merito. Servono aumenti retributivi realmente proporzionati al costo della vita e all’incommensurabile servizio che essi rendono quotidianamente all’Italia.

L’emozione letta negli occhi del Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e del Ministro della Difesa Guido Crosetto al passaggio dei reparti deve tradursi in un riconoscimento tangibile del valore che le donne e gli uomini in divisa rappresentano per la nostra Nazione.
Perché, nonostante anni di sacrifici, rinunce e aspettative spesso disattese, i militari non hanno mai messo in discussione la propria missione.

Non hanno mai smesso di servire l’Italia. Quel giuramento prestato alla Repubblica non è una semplice formula: è un impegno che scorre nel sangue di ciascuno di loro e che guida ogni giorno il loro operato.

Per questo oggi non bastano più gli applausi, pur sinceri e meritati. È l’ora delle risposte. È l’ora dei fatti.

È l’ora di garantire risorse adeguate a chi serve la Nazione in maniera indefessa, spesso lontano dagli affetti, affrontando responsabilità e rischi che pochi altri conoscono.
Gli occhi lucidi delle istituzioni non versino soltanto emozione: si traducano finalmente nelle risorse necessarie per valorizzare chi rappresenta da sempre uno dei più grandi motivi di orgoglio dell’Italia.

Le donne e gli uomini in divisa attendono rispetto, riconoscimento e dignità. Non come privilegio, ma come giusta ricompensa per il servizio reso ogni giorno alla Repubblica.

Perché l’orgoglio non può fermarsi agli applausi. Deve trasformarsi in azione.

* Vice Segretario Nazionale Unione Sindacale Italiana Marina

Redazione

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