Sarò l’autopsia a dissolvere ogni dubbio sulla morte della testimone di giustizia Maria Concetta Cacciola. La decisione è stata presa dalla procura di Palmi, diretta da Giuseppe Creazzo, che ha già affidato l’incarico a un perito che dovrà esaminare il cadavere della 31enne di Rosarno (RC). Una delle ipotesi al vaglio della magistratura è che la donna, che aveva deciso di collaborare con la Dda di Reggio Calabria nel maggio scorso, possa essere stata indotta al suicidio. La donna, che non risulta indagata in nessuna indagine, aveva raggiunto la località protetta, ma il 10 agosto scorso aveva deciso di andare a Rosarno per riabbracciare i suoi figli e i genitori. Proprio durante la sua permanenza a casa si sarebbe tolta la vita ingerendo dell’acido muriatico. Le indagini, coordinate dalla procura di Palmi, sono condotte dagli agenti del commissariato di Gioia Tauro.
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