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Tropea, seconda ricca serata per il Premio che propaganda i libri

Giancarlo De Cataldo, con I traditori (Einaudi), Donatella Di Pietrantonio con Mia madre è un fiume (Elliot) e Marta Morazzoni con La nota segreta (Longanesi), sono stati nuovamente i protagonisti della seconda serata del Premio Tropea accolti sul palco dai due conduttori Pasqualino Pandullo, presidente dell’associazione promotrice del premio “Accademia degli affaticati”, e Livia Blasi giornalista Rai. I contributi filmati – prodotti dalla coordinatrice del premio Maria Faragò, con la regia di Massimiliano Ferraina, riprese e montaggio di Michele Flocco, e voce narrante di Emanuela Bianchi – hanno fatto da “colonna visiva” ed introduzione ai brani dei libri interpretati dall’attore Marco Falaguasta. Falaguasta ha tenuto a sottolineare in suo intervento quanto non sia corrispondente al vero l’idea che il vasto pubblico non si interessi di eventi culturali di un certo calibro, e ne è testimonianza la numerosa affluenza di queste sere al premio. Ancora una volta il Premio Tropea si riconferma dunque come il premio dei libri e della valorizzazione della lettura. Questa seconda serata infatti si è distinta per l’alto numero di libri presentati e di cui si è parlato. Si è iniziato con lo storico e scrittore di noir Luciano Marrocu, il quale ha presentato il suo nuovo romanzo, Le rivoluzioni vanno sempre storte (Sugaman), che in linea con il nuovo futuro editoriale è appunto in formato elettronico. Si è proseguito con Domenico Nunnari, con La lunga notte della Rivolta (Laruffa) che ha rimarcato come la rivolta di Reggio, di cui tratta nel suo libro, abbia rappresentato l’anello di una catena che legava tutta l’Italia vittima della mancanza dello stato. Il giovane Filippo Rosace, con il suo Il vigneto del presente (Città del sole) calabro-lombardo, ha invece posto l’accento sulla sfalsata percezione che si ha al nord del fenomeno della mafia, ma ha sottolineato anche come questa percezione distorta sia caratteristica anche di un certo modo di pensare del Sud, quasi come non ci riguardasse da vicino,e che a conti fatti ci rende tutti responsabili. Marilù Simoneschi, con Era santo era uomo (Mondadori), libro scritto a quattro mani con Lino Zani maestro di sci di Papa Wojtyla, ci ha svelato un Giovanni Paolo II segreto e dedito alle escursioni sciistiche. Arcangelo Badolati, con Stragi, Delitti, Misteri (Pellegrini) libro dedicato ai misteri calabresi e italiani irrisolti, ha posto l’attenzione sulla strage di Ustica e sui depistaggi che negli anni si sono susseguiti. Con il fanta-noir di Paola Bottero, ’Ndraghetown (Agenzia X) ci si è proiettati nel futuro: un futuro fosco in cui a dettare legge sono le due mafie ormai unite dal ponte sullo stretto. Un libro che intende spingere alla riflessione e richiama l’attenzione su quanto un futuro del genere non sia una possibilità tanto remota. Tra le attività corollario del premio va sottolineato ancora una volta il successo di affluenza del pubblico al Puntolibri del Premio e il gradimento del percorso fotografico della mostra fotografica dal titolo “Visioni oblique, coste, porti e promontori di Calabria”, promossa dall’Assessorato all’Urbanistica e governo del territorio della Regione Calabria. Al pianoforte come sempre il direttore musicale Sergio Coniglio. L’ultima serata avrà come ospite d’onore Gian Antonio Stella che discuterà di bellezza e tutela del territorio con l’antropologo Mauro Francesco Minervino e l’architetto Fernando Miglietta.

Redazione

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