Mancato rispetto delle “quote rosa” e giunta annullata. Lo hanno deciso i giudici della seconda sezione, presieduti da Luigi Tosti, i quali hanno accolto i ricorsi proposti dai Verdi di Bonelli, dalle consigliere comunali di Roma di Pd e Sel Monica Cirinnà e Maria Gemma Azuni, e dalle consigliere di Parità della provincia di Roma e della regione Lazio, Francesca Bagni e Alida Castelli. La giunta capitolina che regge l’amministrazione di Roma Capitale, in effetti, comprende una componente femminili – l’assessore alle Politiche sociali Sveva Belviso – ma una sola, su un totale di 11 assessori. Dieci uomini e una donna, dunque. E il problema delle quote rosa era stato sollevato più volte, specie in occasione dell’ultimo rimpasto che portò – nel gennaio 2011 – alla sostituzione in primo luogo dell’assessore alle Politiche culturali – al posto dell’uscente Umberto Croppi (FLI), l’attivissimo delegato al Centro storico Dino Gasperini (PdL) – eppoi di quelli ai Trasporti, all’Ambiente e al Bilancio: fuori Sergio Marchi, Fabio De Lillo, Maurizio Leo. In quell’occasione venne rimossa anche l’assessore alle Politiche scolastiche Laura Marsilio e la “quota rosa” in giunta scese da due a una sola donna. Ora potrebbe imporsi un nuovo rimpasto, cui lo stesso sindaco della Capitale aveva pensato già a febbraio quando – di fronte alle contestazioni sia da destra sia da sinistra per l’esclusione della Marsilio – aveva promesso: “Riequilibreremo la presenza femminile”. La componente “rosa” dimezzata, infatti, viola un preciso articolo dello Statuto del Comune, che parla proprio di una “rappresentanza equa” delle donne. Non solo, in Campidoglio i “rampelliani” – componente tra le più forti del PdL – avevano fatto girare una mozione – già approvata in 18 dei 19 “parlamentini” dei Municipi di Roma – poi approdata in consiglio comunale. L’uscita della Marsilio aveva “scottato” profondamente il deputato ex An Fabio Rampelli e indispettito anche il capogruppo del Senato, Maurizio Gasparri, vicino politicamente a Rampelli e divenuto difensore di Fabio De Lillo, altro assessore “azzerato” dal sindaco. Il quale aveva pensato 4 mesi fa ad una doppia soluzione: il ritorno di Laura Marsilio alla Scuola, “spacchettandola” dalla Famiglia (attualmente sotto lo stesso assessorato) e l’inserimento in giunta di Lavinia Mennuni, consigliere comunale PdL, già capogruppo di An nel II Municipio.
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