Una conferenza stampa informativa, si è trasformata in una interessante lezione di archeologia. E’ il caso di quella indetta martedì dall’Amministrazione Provinciale di Vibo Valentia, volta ad illustrare le nuove scoperte fatte dal team di archeologi, architetti e ingegneri che, da tempo, sono impegnati nei lavori di restauro dell’antiche Chiesa dello Spirito Santo che, seguendo le linee progettuali, sarà riconvertita in Auditorium. Il gruppo di lavoro,composto dall’archeologo Francesco Cuteri , dai progettisti Pasquale Vartuli, Ugo Staropoli e Domenico Schiavello, che da tempo sta operando sul sito, con la supervisione della Soprintendente per i Beni archeologici e monumentali della Regione Calabria, dr.ssa Maria Teresa Iannelli, ha ripercorso l’iter dei lavori con le relative scoperte e gli interventi futuri
che porteranno, nel 2012, all’inaugurazione dell’Auditorium, fortemente voluto dall’Amministrazione Provinciale che, come dichiarato dall’Assessore ai Lavori Pubblici Giuseppe Barbuto “ha inteso con il progetto omaggiare la città di Vibo Valentia di un teatro che pur se di piccole dimensioni, permetterà alla popolazione di poter usufruire di un vero e proprio Polo Culturale, in uno dei punti storici e importanti della città”. Tra i rinvenimenti, quello sicuramente più interesante è la Fornace, risalente al 1500, trovata nella zona adicente la Chiesa. Unico ritrovamento in Calabria rappresenta un interessante e importante reperto, che l’archeologo Cuteri, docente presso l’Università Mediterranea di Reggio Calabria, ha auspicato “poter essere salvaguardata, perché rappresenta una preziosa testimonianza del lavoro delle maestranze di quel periodo storico e potrebbe offrire interessanti approcci didattici se resa fruibile”. Idea rafforzata dalla Sovraintendente Maria Teresa Iannelli che ha ricordato come “è importante curare l’opera d’arte, senza tralasciare la quotidianità del lavoro, come nel caso della Fornace, che rappresenta un altro riscontro storico importante”. I lavori effettuati nella prima fase, hanno inoltre consentito di portare alla luce l’antica pavimentazione della Chiesa, sulla quale sono presenti numerose aperture quadrangolari, che lasciano supporre l’esistenza, al di sotto del pavimento stesso, di numerose camere sepolcrali e non, come si pensava, di un unica camera situata in corrispondenza dell’altare. Nella fase conclusiva, il responsabile dello scavo, l’archeologo Francesco Cutuli, ha voluto porre in evidenza un ulteriore elemento che di per sè preso, potrebbe essere considerato un fattore negativo ma che, trattandosi di studio e ricerca, nonchè ricostruzione del passato, si rivela invece una “non scoperta” che apre la strada ad ulteriori ricerche. All’interno di quello che fu, nell’antica Monteleone, il Duomo e dunque centro importante della città, non è stato rinvenuto alcun resto dell’antica Hipponion , ne di Valentia. Ciò porta, ha spiegato il professore Cutuli “a rivedere la a della città di Monteleone, avviando così nuove ricerche e approfonditi studi”.
Al suo posto il dottore Giuseppe Aloisio che ne assume la guida dopo l'ottimo lavoro…
La pace in Ucraina potrebbe essere molto più vicina di quanto appaia, ma il prezzo…
Reggio Calabria ha risposto presente. La quinta edizione di Scirubetta è partita con l'energia delle…
Il progetto “Negozio Italiano” si espande anche nelle aree montane. Ad annunciarlo è Roberto Vannacci,…
Dal nuovo anno ebraico al Giorno dell'Espiazione, fino alla Festa delle Capanne: in poche settimane…
Tragedia lungo la strada regionale 521, nel tratto tra Morro Reatino e Leonessa, in provincia…