Ancora un mese e poi, a fine luglio, si potranno conoscere i risultati dell’autopsia eseguita sui poveri resti di Yara Gambirasio. Gli esiti degli esami condotti dal team dell’Istituto di medicina legale di Milano dovevano già essere consegnati la scorsa settimana, a quattro mesi esatti dal ritrovamento del corpo della tredicenne. Ma il pm Letizia Ruggeri ha concesso un’ulteriore proroga all’anatomopatologa Cristina Cattaneo. Si tratta, infatti, di analisi molto lunghe e complesse poiché Yara è rimasta per tre mesi in un campo, esposta ad ogni agente naturale ed atmosferico. Eppure almeno due elementi utili alle indagini sono già stati resi noti. Il dna dell’assassino innanzitutto: quella traccia di sperma sugli slip, che indica anche il movente sessuale del delitto, e che sarebbe di un giovane bianco. E poi le tracce di polvere da cantiere nei polmoni della ragazzina, respirata forse in un cantiere o forse in un furgone, due indizi che ritornano spesso in questo giallo. Ancora un mese dunque e poi forse si saprà la verità su come è morta Yara, anche la sensazione che la ricerca del suo assassino sarà ancora lunga.
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