“Non intendo polemizzare, ma ogni tanto uno tira i conti e ti capita che la somma non torni. Si parla di aumenti della Tarsu di 30 euro all’anno per napoletano? Non mi risulta. Piuttosto, cifre alla mano dico che oggi il costo di smaltimento a tonnellata stabilito dalla Provincia di Napoli ammonta a 112,95 euro, ed è il più basso tra tutte le province della Campania. Ad ottobre scorso sfiorava i 106,98 euro, per cui l’aumento è stato di 6 euro. Ogni napoletano produce mezza tonnellata di rifiuti l’anno, motivo per cui, se la matematica non è un’opinione, ipotizzando addirittura una totale assenza di raccolta differenziata, l’aumento è di 3 euro per napoletano e non di 30. Ma anche questo è un procedimento sbagliato perché alla fine i comuni, che incidono sulla Tarsu per il 73%, mentre la provincia solo per il 27%, applicano la tassa non sull’individuo ma sulla superficie occupata”. E’ quanto schematicamente precisa il Presidente della Provincia di Napoli, Luigi Cesaro, in merito ad alcune riflessioni del sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, riportate oggi dagli organi di stampa. “Il discorso è comunque più ampio – continua Cesaro – e va oltre le riflessioni del Sindaco di Napoli. Mi stupisco che ci si stupisca ancora degli adeguamenti che abbiamo dovuto certificare sulla Tarsu, dovuti anche ad imposizioni amministrative determinate da altri uffici dello Stato. Quando non esiste sul territorio l‘impiantistica necessaria, che con fatica stiamo provando a mettere in piedi dopo decenni di inadempienze, è inevitabile che si debba ricorrere ad impianti fuori provincia con un conseguente innalzamento dei costi. Il momento in cui saranno in funzione termovalorizzatore e impianti intermedi, allora finalmente il costo dello smaltimento si abbatterà. L’ho detto e lo ripeto ancora in questa occasione, dall’emergenza si esce con gli strumenti opportuni, ma anche se tutti gli attori in scena decidono di non recitare a soggetto. Unità, compattezza e solidarietà istituzionale: solo così possiamo superare una crisi che è di tutti”. “Sulla mancata apertura di discariche sul territorio provinciale, che contribuirebbe all’aumento della Tarsu – ha detto ancora Cesaro – si dice ad esempio tutto ed il contrario di tutto”. “Pareri altamente negativi sono stati espressi dal Procuratore Capo della Repubblica di Napoli, da cartelli di intellettuali di ogni parte politica, da tecnici ed esperti geologi. Quindi faremmo male ad aprirle ma anche a non aprirle. Tra l’altro, da marzo scorso, il Presidente della Provincia di Napoli non ha più i poteri per individuare alcun invaso, poteri che sono stati trasferiti ad un commissario nominato dalla Regione Campania, il dott. Nunziato Vardè, che gli uffici dell’ ente che presiedo – ha concluso il Presidente Cesaro – sta supportando in maniera totale e globale nella sua opera”.
Antonio Vista
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