Situazione esplosiva in Val Susa. E’ scattato alle quattro e trenta con l’esplosione di fuochi d’artificio, l’allarme generale al presidio No Tav di Chiomonte, ai primi avvistamenti di blindati delle forze dell’ordine sulle strade della val di Susa. L’autostrada Torino-Bardonecchia – che, all’altezza della galleria di Ramat, confina con l’area del cantiere dove entro il 30 giugno partiranno i lavori del tunnel geognostico della Maddalena – è stata chiusa alle ore 04:40. Alcune volanti della Digos stanno percorrendo la tratta che costeggia l’area del cantiere. Centinaia di No Tav si preparano alla “resistenza”, ovvero a fronteggiare le forze dell’ordine che dovrebbero sgomberare l’area entro poche ore. Molti indossano i caschi. Via dell’Avanà, la strada principale, è diventata un percorso a ostacoli con barricate di massi, pali di legno e acciaio, filo spinato. Dietro, a ogni barricata, decine di persone. Quasi tutti militanti dei centri sociali del Nord, che da ieri notte sono giunti al presidio. Sul piazzale non ci sono più abitanti della Valsusa. Al punto che la loro presenza viene richiesta a gran voce dagli incappucciati neri non pratici della zona, che nascondono molotov, pietre ed estintori dietro ai massi. La via d’accesso dall’autostrada Torino-Bardonecchia è ostruita da altre barriere e da un muro umano. Alle ore 05:30 si intravedono dalla montagna e dalla galleria dell’autostrada una ventina di blindati delle forze dell’ordine. Elicotteri sorvolano la zona. L’unica voce che si sente è quella di “radio Maddalena libera” che dagli altoparlanti informa sugli avvistamenti. Molta gente che gira con spranghe e mazze da baseball. Dentro, almeno 500 persone. Vedette in auto pattugliano Chiomonte. Tensione pazzesca nell’aria.
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