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Cosenza, la Provincia si spende per i referendum

Dopo la partecipata manifestazione promossa venerdì scorso a Cosenza presso l’auditorium “Guarasci” di Cosenza, prosegue senza sosta l’impegno del Presidente della Provincia di Cosenza, on. Mario Oliverio a sostegno dei referendum di domenica 12 e lunedì 13 giugno. Oliverio, infatti, dopo il ritorno da Roma, dove domani parteciperà alla Direzione Nazionale del Pd, mercoledì prossimo prenderà parte ad una serie di iniziative a favore dei referendum a Scalea e nel Basso Tirreno, mentre venerdì sarà nel Basso Ionio. “Andare a votare il 12 e 13 giugno prossimi- sostiene  Oliverio- è non solo un dovere civico ma anche un contributo di notevole importanza per il futuro del nostro Paese. Sono sicuro che i cittadini della provincia di Cosenza dimostreranno grande maturità ed esprimeranno, attraverso una partecipazione massiccia e convinta, un SI convinto per dire no all’insediamento delle centrali nucleari non dimenticando che la zona jonica della nostra provincia è stata indicata nella mappa dei siti da prendere in considerazione per l’insediamento delle centrali nucleari ipotizzate nel piano del Ministero dello Sviluppo Economico e del Governo. Un altro SI per salvaguardare la gestione pubblica dell’acqua. E, infine, voteranno si per l’abrogazione della legge sul legittimo impedimento. Salvaguardare il principio costituzionale della legge uguale per tutti è un dovere di ogni cittadino che, a fronte di una evidente forzatura che altera questo principio, deve contribuire a cancellare una vera e propria vergogna”. “I quesiti referendari –ha aggiunto Oliverio- non sono né di destra né di sinistra. Lo conferma, ad esempio, il fatto che il Consiglio Provinciale, riunito il 29 marzo scorso in seduta straordinaria, ha approvato all’unanimità un ordine del giorno che dichiara quello della provincia di Cosenza “territorio denuclearizzato”. “La Calabria, per la sua proiezione nel Mediterraneo e per le trasformazioni degli equilibri geopolitici che vedono i conflitti spostati nell’area del Maghreb e del Sud del mondo –ha concluso Oliverio- è ancora più esposta di altri parti d’Europa e sarebbe facile bersaglio se dovesse avere sul proprio territorio centrali nucleari che potrebbero trasformarsi in prevedibili facili obiettivi da colpire”.

Redazione

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