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Il PdL gioiese scrive a Berlusconi per salvare il Porto

 

Anna Maria Stanganelli

Riceviamo e pubblichiamo la lettera che Anna Maria Stanganelli, consigliere comunale in quota PdL a Gioia Tauro nel Reggino ha scritto al Presidente del Consiglio dei Ministri  Silvio Berlusconi sulla delicata questione crisi al Porto calabrese. Pubblichiamo integralmente: “Egregio Signor Presidente del Consiglio, Le scrivo nella mia qualità di Consigliere Comunale del Pdl  della Città di Gioia Tauro, nella speranza di porterLe trasmettere i  sentimenti di una comunità, impotente ed inerme rispetto a quanto sta accadendo nella propria Città, una Città che ha creduto  e investito fortemente in termini di consenso, l’85 % , sul nostro progetto politico.  Avevamo promesso stabilità sociale, pari dignità agli uomini e alle donne,ai lavoratori, alle lavoratrici, ma purtroppo ciò che sta accadendo  sta creando le condizioni peggiori per la loro stessa sopravvivenza,facendoci precipitare nel baratro del non ritorno. La paventata cassa integrazione di circa 300 unità lavorative prospettata dalla MCT, Società Terminalista del più grande hub del  Mediterraneo, all’interno del Porto di Gioia Tauro, acuisce il senso della più profonda disperazione che aleggia, per tale ipotesi,  tra le centinaia di famiglie  dei lavoratori coinvolti, mettendoci in ginocchio senza alcuna possibilità di risalita. Non è più consentito barare o indulgere in edulcorazioni di concetti spesso tanto imbarazzanti quanto inutili. Bisogna agire, subito, in fretta, superare la fase del pregiudizio,delle analisi superficiali e delle soluzioni troppo semplicistiche. Si faccia ora uso della ragione come espressione di una mentalità nuova e libera che possa aprirsi alla pluralità e alle istanze  dei lavoratori e delle loro famiglie. Una mentalità che sappia recepire la condizione di sdradicamento, di miseria morale e  sociale ,di isolamento ed emarginazione esistenziale che ha sempre segnato la linea di demarcazione tra un Nord,sempre più ricco ed un Sud tangibilmente sempre più povero. Noi giovani siamo consapevoli che promuovere il cambiamento si può e si deve, e siamo pronti ad assumerci le nostre responsabilità, a condizione che ci sia l’impegno costante da parte delle Istituzioni preposte, non solo mirato a superare il problema emergenziale, ma soprattutto indirizzato  a ripristinare le carenze strutturali e a promuovere un possibile cambiamento, nel rispetto dei principi della legalità e della dignità dell’uomo”.

Pasquale Patamia

Redazione

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