Tetouan (Marocco) – Si è concluso con grande partecipazione e risultati significativi “Fly Me To… Tetouan”, il progetto internazionale selezionato tra oltre 180 candidature provenienti da 28 Paesi, realizzato nell’ambito delle iniziative dedicate alla celebrazione di Matera e Tetouan, designate Capitali Mediterranee della Cultura e del Dialogo 2026. Un percorso artistico e culturale che ha trasformato la musica, il teatro e le arti performative in strumenti di incontro tra popoli, confermando il Mediterraneo come spazio privilegiato di cooperazione, creatività e dialogo interculturale.
L’iniziativa è stata promossa dall’Association Nahda pour la Citoyenneté et le Développement del Marocco, in partenariato con Doo Performing Arts Group (Italia) e Det Flyvende Teater (Danimarca), con il sostegno della Fondazione Anna Lindh, realtà impegnata da anni nella promozione della cooperazione culturale tra le due sponde del Mediterraneo.
Il progetto ha rappresentato uno degli appuntamenti più significativi del calendario culturale dedicato alle due città simbolo del 2026, valorizzando il ruolo della cultura come motore di pace, inclusione e comprensione reciproca.
Il cuore dell’iniziativa si è svolto il 22 e 23 giugno 2026, quando il Centro Culturale di Tetouan ha ospitato il concerto-spettacolo internazionale “Fly Me To… Tetouan”, capace di coinvolgere artisti, operatori culturali, rappresentanti istituzionali e cittadini provenienti da diversi Paesi del Mediterraneo.
Sul palco si sono esibiti il direttore artistico e performer italiano Giuseppe L. Bonifati, la cantante Linda Sugataghy e il pianista Krisztián Oláh, entrambi provenienti dall’Ungheria, insieme ai musicisti marocchini del gruppo Bambara Gnaoua, protagonisti di un dialogo musicale che ha intrecciato sonorità, tradizioni e linguaggi artistici differenti.
L’incontro tra culture ha dato vita a una performance originale nella quale le radici musicali mediterranee hanno dialogato con il jazz internazionale, la bossa nova, il bolero e le grandi melodie senza tempo, creando un’esperienza capace di coinvolgere il pubblico ben oltre la dimensione del semplice concerto.
“Fly Me To…” non è infatti un semplice spettacolo, ma un vero e proprio travelling concert-show internazionale, costruito come un viaggio artistico attraverso continenti, città e culture.
Lo spettacolo propone un repertorio che rende omaggio ai grandi classici della musica internazionale, alternando interpretazioni dal vivo, narrazione teatrale, momenti di improvvisazione e coinvolgimento diretto degli spettatori.
Ogni tappa conduce simbolicamente il pubblico attraverso Paesi diversi: dall’Italia agli Stati Uniti, dalla Danimarca all’Ungheria, passando per Spagna e Francia, fino ad aprire idealmente nuove rotte verso l’America Latina, l’Asia e l’Africa.
L’obiettivo è quello di dimostrare come la musica rappresenti uno dei linguaggi universali più efficaci per abbattere confini geografici, culturali e linguistici.
Nel corso degli ultimi anni “Fly Me To…” è stato presentato in numerosi contesti internazionali, diventando uno dei progetti artistici itineranti più originali nel panorama delle arti performative europee.
La produzione, frutto della collaborazione tra Doo Performing Arts Group e Det Flyvende Teater – Il Teatro Volante, ha fatto tappa in importanti aeroporti internazionali e sedi culturali di città come Billund, Göteborg, Copenaghen, Budapest, Tel Aviv, Los Angeles, Reykjavík e Tirana, spesso in collaborazione con gli Istituti Italiani di Cultura presenti all’estero.
Particolarmente originale è proprio la collaborazione con Det Flyvende Teater, considerato il primo teatro al mondo ad avere sede all’interno di un aeroporto internazionale, quello di Billund, in Danimarca. Una scelta simbolica che sottolinea la natura itinerante del progetto e la volontà di trasformare i luoghi del viaggio in spazi di incontro culturale.
L’edizione di Tetouan ha confermato il valore delle arti performative quale strumento capace di costruire relazioni tra comunità differenti.
Attraverso musica dal vivo, teatro, performance multidisciplinari e momenti di confronto con il pubblico, il progetto ha promosso concretamente i valori della diversità culturale, dell’inclusione sociale e della comprensione reciproca.
Non si è trattato soltanto di uno spettacolo artistico, ma di un percorso partecipativo che ha favorito la nascita di nuove collaborazioni tra operatori culturali, istituzioni e artisti provenienti da differenti realtà del Mediterraneo.
In un contesto internazionale spesso segnato da tensioni e divisioni, iniziative come “Fly Me To… Tetouan” dimostrano come la cultura possa diventare uno strumento concreto di diplomazia dal basso, capace di creare ponti tra popoli e generazioni.
La conclusione del progetto non rappresenta un punto di arrivo, ma l’inizio di nuove prospettive di collaborazione internazionale.
Le relazioni costruite durante il percorso, le reti culturali attivate e gli scambi artistici sviluppati tra i partner coinvolti costituiscono un patrimonio destinato a proseguire oltre il calendario ufficiale delle celebrazioni del 2026.
L’iniziativa rafforza inoltre il legame simbolico tra Tetouan e Matera, città unite dal titolo di Capitali Mediterranee della Cultura e del Dialogo 2026 e dalla comune volontà di promuovere il Mediterraneo come luogo di creatività condivisa, cooperazione internazionale e sviluppo culturale.
Il successo dell’iniziativa conferma anche l’importanza dei programmi sostenuti dalla Fondazione Anna Lindh, che da anni favoriscono il dialogo interculturale attraverso progetti capaci di coinvolgere artisti, associazioni, istituzioni e comunità locali.
“Fly Me To… Tetouan” è stato realizzato grazie alla collaborazione di un ampio partenariato internazionale composto da:
Con il sostegno di:
Il progetto si chiude così lasciando un messaggio forte: quando musica, teatro e cultura si incontrano, il Mediterraneo torna ad essere non un confine, ma un luogo di dialogo, di scambio e di costruzione condivisa del futuro.
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