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Israele torna a colpire l’Iran, Netanyahu convoca il gabinetto di sicurezza: nuova ondata di missili su Tel Aviv

Si riaccende il conflitto tra Israele e Iran. Nelle prime ore di lunedì, l’aviazione israeliana ha lanciato nuovi attacchi contro obiettivi militari nell’Iran occidentale e centrale, mentre da Teheran e dai suoi alleati regionali è arrivata una nuova risposta missilistica che ha fatto scattare gli allarmi in gran parte del territorio israeliano.

Secondo le Forze di Difesa Israeliane (IDF), i raid hanno colpito strutture militari riconducibili al regime iraniano. Esplosioni sono state segnalate nelle aree di Teheran, Tabriz e Isfahan. I media iraniani riferiscono che le zone urbane della capitale non sarebbero state direttamente prese di mira, mentre le Guardie Rivoluzionarie hanno accusato Israele di aver utilizzato missili balistici lanciati dall’aria contro obiettivi sul territorio iraniano.

La tensione è salita ulteriormente quando una nuova ondata di missili iraniani è stata lanciata verso Israele. Le sirene d’allarme hanno risuonato a Gerusalemme, Beersheba e nell’area dell’aeroporto Ben Gurion, vicino a Tel Aviv. I sistemi di difesa israeliani sono stati attivati per intercettare le minacce in arrivo e la popolazione è stata invitata a raggiungere immediatamente i rifugi.

Nella notte si è registrato anche un attacco proveniente dallo Yemen. Gli Houthi hanno lanciato almeno un missile balistico contro Israele in quello che hanno definito un gesto di solidarietà con l’Iran. Il vettore è stato intercettato dai sistemi di difesa israeliani prima che potesse raggiungere il suo obiettivo.

Sul fronte politico, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha convocato per le 11 ora locale una riunione ristretta del gabinetto di sicurezza. All’incontro parteciperanno soltanto alcuni ministri chiave per valutare l’evoluzione della crisi e le prossime mosse militari e diplomatiche.

L’esercito israeliano ha fatto sapere che il capo di Stato Maggiore, Eyal Zamir, insieme ai vertici militari, ha trascorso la notte monitorando la situazione e coordinando le operazioni. Le IDF hanno dichiarato di essere in stato di massima allerta e pronte a proseguire le operazioni “contro chiunque minacci lo Stato di Israele”.

Intanto da Washington arriva una presa di distanza dagli attacchi notturni. Secondo un funzionario statunitense citato dai media americani, le forze armate degli Stati Uniti non avrebbero partecipato ai raid israeliani contro l’Iran. Fonti della difesa americana hanno descritto l’operazione come “relativamente limitata”, pur riconoscendo l’estrema delicatezza del momento.

La nuova escalation alimenta i timori di un ulteriore allargamento del conflitto in Medio Oriente, con il coinvolgimento sempre più diretto di attori regionali e il rischio di ripercussioni sulla sicurezza internazionale e sui mercati energetici.

Redazione

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