In un Paese che spesso fatica a raccontare le proprie eccellenze culturali e territoriali, la figura di Luigi Del Vecchio si sta imponendo come quella di un autore capace di andare oltre le etichette professionali, intrecciando esperienza istituzionale, impegno sociale e narrazione letteraria con una coerenza rara nel panorama contemporaneo.
Del Vecchio, Generale di Brigata della Guardia di Finanza, ha maturato una lunga carriera nelle istituzioni dello Stato, affiancando all’attività operativa e di comando anche un percorso accademico e culturale: è Accademico Ordinario dell’Accademia Tiberina e ricopre incarichi di rappresentanza territoriale, tra cui quello di Delegato Provinciale dell’APAMRI per il Comune di Ostuni. Un profilo che unisce disciplina istituzionale, attenzione al territorio e sensibilità culturale.
Napoletano di origine ma ormai profondamente legato a Ostuni, Del Vecchio ha costruito negli ultimi anni un percorso che lo ha portato dalla dimensione istituzionale alla scrittura, scegliendo il genere thriller per raccontare una Puglia lontana dagli stereotipi: una terra complessa, identitaria, attraversata da tensioni narrative e sociali che diventano materia letteraria. I suoi romanzi, “Ostuni. Un’insospettabile presenza” e il recente sequel “Ostuni. Non mi cercare più…”, entrambi editi da Viola Editrice, hanno consolidato una cifra stilistica riconoscibile e un forte legame con il territorio.
È in questo contesto che si inserisce il suo lavoro più recente sul fronte dell’accessibilità culturale. L’autore ha infatti avviato un percorso concreto che va oltre la pubblicazione dei libri: è imminente la registrazione dell’audiolibro del suo ultimo romanzo presso il Centro Regionale Audiolibro di Bari, destinato a oltre 3.000 persone cieche e ipovedenti in Puglia. Un’iniziativa che sposta la scrittura dal piano editoriale a quello del diritto alla lettura, trasformando il libro in uno strumento di inclusione reale e fruibile.
Accanto all’attività letteraria e istituzionale, Del Vecchio ha rafforzato anche la sua presenza nel panorama mediatico nazionale. È stato ospite di programmi Rai come “Di là dal fiume e tra gli alberi” e “Mezzogiorno Italia”, oltre che di Rai Radio Live Napoli con la rubrica “Napoli senza confini”. Ha inoltre ampliato la propria comunicazione attraverso il podcast “Incontri ravvicinati”, realizzato con Gaetano Gaudiero e disponibile su Spotify.
Un percorso coerente che mette in relazione istituzioni, cultura e territorio, e che restituisce la figura di Del Vecchio non solo come autore, ma come narratore di un Sud che cerca nuove forme di rappresentazione e accesso alla cultura.
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