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Riforma dei programmi scolastici nei licei: torna la separazione tra Storia e Geografia, Geostoria in archivio

Nel quadro della revisione delle Indicazioni nazionali per la scuola secondaria di secondo grado si profila un cambiamento significativo nei programmi dei licei. La proposta, che sarà sottoposta a consultazione pubblica, interviene sull’assetto delle discipline del primo biennio e introduce una serie di modifiche che riguardano contenuti, metodo e finalità didattiche.

Tra le novità principali spicca l’abolizione della cosiddetta “Geostoria”, l’insegnamento integrato che verrà sostituito dal ritorno a due discipline distinte: Storia e Geografia. Le due materie avranno programmi autonomi e una diversa collocazione nel percorso formativo degli studenti.

La Storia, secondo le anticipazioni, verrà estesa fino ai grandi snodi contemporanei, includendo la rivoluzione digitale, l’ingresso dell’euro e la trasformazione degli equilibri geopolitici globali, con un focus anche sulla cosiddetta “svolta cinese”. Resta centrale, nelle intenzioni del Ministero, il ruolo della civiltà occidentale nella costruzione dei diritti e delle libertà fondamentali, pur in un confronto più ampio con le altre culture.

La riforma si inserisce in una linea di continuità con gli interventi già avviati nei cicli scolastici precedenti e punta, secondo quanto trapela, a rafforzare l’identità culturale e la dimensione critica dell’insegnamento.

Sul piano metodologico, viene confermato un approccio innovativo per le discipline STEM, con particolare attenzione alla matematica anche nei licei classici. L’obiettivo dichiarato è quello di superare una didattica centrata esclusivamente sulle formule per sviluppare invece il pensiero logico e scientifico a partire dall’osservazione della realtà.

Un altro elemento rilevante riguarda l’intelligenza artificiale, che entrerà nei percorsi formativi come oggetto di analisi critica, con l’intento di favorire consapevolezza e spirito autonomo negli studenti.

Spazio anche all’educazione alle relazioni e al rispetto, considerata una componente strutturale della formazione degli adolescenti, in continuità con quanto già introdotto nella scuola del primo ciclo.

La revisione è stata elaborata da una commissione di studio guidata dalla pedagogista Loredana Perla e seguirà ora il percorso istituzionale di confronto con associazioni disciplinari, comunità scolastica e organi consultivi prima dell’adozione finale da parte del Ministero dell’Istruzione e del Merito, guidato da Giuseppe Valditara.

L’entrata in vigore della riforma per le scuole superiori è attesa nei prossimi anni, con ricadute anche sull’editoria scolastica e sull’aggiornamento dei libri di testo.

Redazione

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