Esteri

Nucleare iraniano, la Cina attacca Washington: “Serve sincerità, no a derive atomiche in Giappone”

La Cina ha invitato gli Stati Uniti a dimostrare “sincerità” nella gestione della crisi legata al programma nucleare iraniano, intervenendo al tempo stesso con un netto monito rivolto al Giappone sul dibattito interno riguardante una possibile acquisizione di armi nucleari.

È quanto emerge dal nuovo rapporto nazionale sull’attuazione del Trattato di non proliferazione nucleare (Tnp), pubblicato il 20 aprile dal ministero degli Esteri cinese, documento che delinea la posizione ufficiale di Pechino sullo stato attuale del disarmo e delle tensioni globali legate all’atomica.

Nel rapporto, la Cina ribadisce la propria adesione alla dottrina del “non primo utilizzo” delle armi nucleari (“no first use”), riaffermando la linea storica di Pechino basata sulla deterrenza difensiva e sulla contrarietà a qualsiasi escalation nucleare preventiva.

Al centro del documento vi è però anche una forte critica agli Stati Uniti, ritenuti responsabili dell’attuale stallo nei negoziati sul dossier iraniano. Secondo Pechino, Washington avrebbe contribuito a irrigidire il quadro diplomatico, minando gli sforzi multilaterali per riportare Teheran al pieno rispetto degli accordi internazionali sul nucleare.

Il rapporto non risparmia neppure Israele, citato insieme agli Stati Uniti per le operazioni militari condotte contro l’Iran, definite dalla Cina una violazione del diritto internazionale e della Carta delle Nazioni Unite. Una posizione che si inserisce nel più ampio quadro di crescente tensione geopolitica attorno al Medio Oriente e ai programmi di arricchimento dell’uranio iraniano.

Particolarmente significativo anche il passaggio dedicato al Giappone, dove negli ultimi mesi il dibattito politico interno ha registrato alcune aperture, pur minoritarie, sulla possibilità di rivedere la storica rinuncia alle armi nucleari sancita nel secondo dopoguerra. Pechino ha definito tali discussioni “pericolose” e potenzialmente destabilizzanti per l’equilibrio regionale dell’Asia orientale.

Il documento si inserisce in una fase delicata dei rapporti internazionali sul disarmo nucleare, segnati da crescenti diffidenze tra le grandi potenze e da un progressivo indebolimento dei meccanismi di controllo multilaterale. La Cina, attraverso questo rapporto, rilancia dunque la propria narrativa diplomatica: da un lato difensore del Tnp e della stabilità globale, dall’altro critica esplicita delle strategie militari occidentali in aree di crisi come il Medio Oriente.

Il richiamo alla “sincerità” degli Stati Uniti, infine, appare come un invito diretto a riaprire canali negoziali più stabili sul dossier iraniano, in un contesto in cui le tensioni tra Teheran e Washington restano elevate e le prospettive di un nuovo accordo appaiono ancora incerte.

Redazione

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