Paura e caos hanno segnato la notte di sabato 4 aprile a Perugia. Alle prime luci dell’alba, il Postamat di Ponte Valleceppi è esploso in un fragoroso boato, l’ennesimo episodio di una scia criminale che sta mettendo in ginocchio la città.
Non si tratta di un caso isolato. Il 22 febbraio era stato preso di mira il primo Postamat, il 25 marzo la filiale di Strozzacapponi del Monte dei Paschi di Siena era stata fatta saltare, e solo pochi giorni fa era toccato al Postamat di Bosco. Una serie di attacchi coordinati che testimonia la presenza di bande organizzate, pronte a colpire nel cuore della notte.
I residenti vivono nel timore costante: ogni sportello automatico può diventare il prossimo bersaglio. La tensione in città è palpabile, mentre le autorità intensificano i controlli e cercano di arginare questa escalation criminale senza precedenti.
Perugia, città dall’anima antica e sicura, si trova ora a fare i conti con una minaccia moderna che scuote la tranquillità dei quartieri e il senso di sicurezza dei cittadini.
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