In occasione della Via Crucis del Venerdì Santo, il saggista Francesco Cataldo Verrina invita a una profonda riflessione sull’umanità e le sue scelte morali. Verrina sottolinea come, nella narrazione evangelica, il popolo abbia preferito liberare un ladrone e un furfante come Barabba piuttosto che Gesù Cristo, condannato a un martirio che ancora oggi viene commemorato.
Secondo Verrina, questa scelta evidenzia “l’aberrazione umana”, costantemente incline a guerre, violenze e sopraffazioni. Dalla riflessione emerge un monito attuale: nella società contemporanea, il problema principale non è tanto l’intelligenza artificiale, quanto quella che lo studioso definisce la “deficienza naturale” dell’uomo, capace di perpetuare ingiustizie e soprusi.
La Via Crucis, quindi, diventa non solo un momento di memoria religiosa, ma anche un’occasione per interrogarsi sui comportamenti umani e sulle responsabilità collettive, invitando a una maggiore consapevolezza etica.
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