Politica

Senza Vannacci il centrodestra rischia di perdere: i sondaggi lo confermano

I primi sondaggi post-referendum confermano che il centrodestra mantiene un vantaggio nei consensi, ma evidenziano una criticità che potrebbe rivelarsi decisiva: senza l’ingresso di **Roberto Vannacci** e del suo movimento Futuro nazionale nella coalizione, la vittoria non è più scontata.

Le rilevazioni di **Nando Pagnoncelli** per il *Corriere della Sera* segnalano una flessione di Fratelli d’Italia dal 28% al 26,7%, compensata solo in parte dalla crescita di Forza Italia, al 9,5%, mentre la Lega resta stabile al 6,3%. Tra le opposizioni, cresce il Partito democratico, al 22%, e il Movimento 5 Stelle, al 14,2%. Un riequilibrio interno, più che uno spostamento complessivo dei consensi, che lascia intuire quanto pesi l’eventuale esclusione di Futuro nazionale.

Secondo le simulazioni sui seggi elaborate da Pagnoncelli, con la legge elettorale vigente, la presenza di Vannacci nella coalizione garantirebbe al centrodestra 229 seggi contro i 157 del campo largo. Senza il suo movimento, il vantaggio si inverte: il campo largo conquisterebbe 227 seggi contro 149 del centrodestra, ribaltando l’esito della partita elettorale.

Analoghe conclusioni emergono dal sondaggio di **Alessandra Ghisleri** per *La Stampa*: il centrodestra conserva un leggero vantaggio nei consensi, ma l’assenza di Futuro nazionale ridurrebbe drasticamente il numero dei seggi, dimostrando come il successo della coalizione sia strettamente legato a Vannacci.

I dati indicano quindi che la vittoria della destra non può più essere considerata scontata. L’equilibrio fragile tra i partiti e l’alta quota di indecisi — circa il 45% secondo Ghisleri — fanno capire come ogni alleanza e ogni movimento extra-coalizione possano diventare determinanti in vista delle prossime elezioni.

Il sondaggio evidenzia inoltre effetti sulle leadership: cresce il gradimento di Giuseppe Conte, mentre arretrano Antonio Tajani e Matteo Salvini. Per il centrodestra, dunque, la partita non è solo numerica ma anche politica: senza Vannacci, l’ago della bilancia potrebbe spostarsi verso il campo largo, confermando che l’attuale equilibrio è fragile e la coalizione pronta a dipendere da un singolo attore.

Redazione

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