Dopo la recente battuta d’arresto sul fronte referendario, cresce la preoccupazione per un possibile logoramento politico nei mesi che separano il governo dalla naturale scadenza della legislatura.
All’interno di Fratelli d’Italia circola una metafora efficace, attribuita al sottosegretario Giovanbattista Fazzolari: il rischio sarebbe quello di “finire come una salsiccia sulla brace”, ovvero subire un lento consumo di consenso nel tempo. Un’immagine che riflette il clima di cautela e tensione che si respira nei piani alti della maggioranza.
Il premier Giorgia Meloni ne ha discusso direttamente con i vice premier Antonio Tajani e Matteo Salvini, prima separatamente e poi durante una cena informale nella sua residenza romana. Incontri riservati con Matteo Salvini e Antonio Tajani, nei quali Giorgia Meloni avrebbe espresso anche un certo malcontento interno: «C’è chi invece di aiutarmi mette i bastoni tra le ruote», avrebbe confidato. Durante il vertice, l’argomento del possibile ritorno alle urne è stato posto come ipotesi di lavoro, non come decisione già presa.
Il presidente del Consiglio ha rilanciato la necessità di accelerare sulla riforma della legge elettorale, considerata strategica per evitare stalli politici. Tra i sostenitori dell’ipotesi voto anticipato emergerebbe anche il presidente del Senato Ignazio La Russa, deluso per alcune recenti sconfitte parlamentari. Tuttavia, nei ragionamenti interni alla maggioranza viene considerato anche uno scenario alternativo: in caso di dimissioni del premier, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella potrebbe non sciogliere immediatamente le Camere, aprendo invece alla formazione di un governo tecnico.
Un’eventualità che, secondo alcune valutazioni interne a Fratelli d’Italia, potrebbe persino rivelarsi vantaggiosa per Meloni, permettendole di affrontare una nuova campagna elettorale con una posizione più competitiva.
A preoccupare maggiormente sono però i sondaggi. Nei prossimi giorni sono attese nuove rilevazioni, con il timore concreto di un primo calo significativo del consenso, stimato intorno a uno o due punti percentuali.
Nel frattempo, restano aperte anche diverse questioni di governo. Dopo le dimissioni della ministra Daniela Santanchè, la premier sta valutando come riorganizzare il dicastero del Turismo. Tra le ipotesi, la nomina di un sottosegretario come Gianluca Caramanna o una soluzione tecnica con Alessandra Priante. Non manca però chi suggerisce un nome politico di peso come Luca Zaia.
Le tensioni emergono anche sul fronte economico. Durante l’ultimo Consiglio dei ministri, il titolare dell’Economia Giancarlo Giorgetti sarebbe stato incalzato da diversi colleghi, tra cui Adolfo Urso e Gilberto Pichetto Fratin, per maggiori risorse a sostegno delle imprese. Il nodo resta il rispetto del limite del 3% nel rapporto deficit-Pil, cruciale per evitare nuove procedure europee e mantenere margini di manovra sulla prossima legge di bilancio.
Infine, non mancano le fibrillazioni interne al partito. In Sicilia si profilano cambiamenti nella giunta regionale, mentre emergono malumori anche verso figure di primo piano come Giovanni Donzelli. Un quadro complesso che spinge parte della maggioranza a interrogarsi sul futuro immediato.
Per ora, il voto anticipato resta un’ipotesi. Ma il dibattito è aperto e, complice l’incertezza politica ed economica, potrebbe presto trasformarsi in una scelta concreta.
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