Preparate il caffè forte e rassegnatevi: stanotte si dorme meno. Tra sabato 28 e domenica 29 marzo, l’Italia saluterà l’ora solare per accogliere l’ora legale. Alle 2:00 in punto del mattino, gli orologi dovranno essere spostati un’ora in avanti, proiettandoci direttamente alle 3:00.
Il passaggio, che avviene tradizionalmente nell’ultimo weekend di marzo, ci regalerà giornate visibilmente più lunghe e un risparmio energetico stimato in milioni di euro grazie al minor utilizzo dell’illuminazione elettrica. Tuttavia, il prezzo da pagare è il cosiddetto “mini-jet lag”: secondo gli esperti, il nostro orologio biologico impiega circa un paio di giorni per abituarsi al nuovo ritmo.
Se smartphone, computer e tablet faranno tutto da soli, la sfida resta per gli oggetti “analogici”. Orologi da polso, sveglie da comodino e, soprattutto, i display di forni e automobili richiederanno il classico intervento manuale. Il rischio? Presentarsi domani mattina a colazione con un’ora di ritardo (o di anticipo, a seconda della confusione).
Nonostante se ne parli da anni a livello europeo, l’abolizione del cambio d’ora sembra essere rimasta in un cassetto a Bruxelles. Per ora, l’alternanza tra ora solare e legale resta la norma, dividendo l’opinione pubblica tra chi ama i pomeriggi luminosi e chi proprio non sopporta il trauma del risveglio anticipato.
Il promemoria: Ricordati di spostare le lancette prima di andare a dormire per evitare sorprese al risveglio!
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