Calabria

Bergamotto di Reggio Calabria IGP, svolta decisiva: il riconoscimento UE può rilanciare centinaia di aziende

Prosegue, tra attese e ostacoli, il percorso per il riconoscimento dell’Indicazione Geografica Protetta (IGP) del Bergamotto di Reggio Calabria, uno dei prodotti simbolo dell’agricoltura italiana. Al centro del dibattito l’intervento dell’agronomo Rosario Previtera, presidente del Comitato promotore, che in un approfondimento del 20 marzo 2026 su Fast News Pltaform ha fatto il punto su una vicenda che si trascina da anni e che potrebbe arrivare presto a una svolta.

Un prodotto identitario tra economia e tradizione

Il bergamotto è un agrume noto in tutto il mondo per il suo olio essenziale, utilizzato soprattutto nell’industria dei profumi per la sua capacità di esaltare e stabilizzare le fragranze. La sua coltivazione è storicamente concentrata nella provincia di Reggio Calabria, in un’area che oggi conta poco più di 1.200-1.600 ettari coltivati.

Un dato in netto calo rispetto ai circa 4.000 ettari degli anni Sessanta, ma che negli ultimi anni mostra segnali di ripresa. Attualmente sono circa un migliaio le aziende agricole coinvolte, con centinaia di operatori attivi anche nella trasformazione alimentare e nella produzione derivata.

Cos’è l’IGP e perché è strategica

L’IGP – Indicazione Geografica Protetta – è un marchio europeo che certifica la qualità e l’origine geografica di un prodotto. Nel caso del bergamotto, rappresenterebbe uno strumento decisivo per tutelare i produttori locali dalla concorrenza internazionale e dalle imitazioni.

Secondo Previtera, il riconoscimento permetterebbe agli agricoltori di svincolarsi dal tradizionale mercato dell’olio essenziale, spesso dominato da pochi attori, e di accedere a nuovi sbocchi commerciali nella grande distribuzione, dove il prodotto può raggiungere valori economici più elevati.

Una filiera in trasformazione

Negli ultimi decenni il bergamotto ha trovato nuove applicazioni anche nel settore nutraceutico e gastronomico. Ricco di proprietà benefiche – tra cui effetti positivi su colesterolo, glicemia e sistema immunitario – è oggi utilizzato in succhi, marmellate, pasta aromatizzata e prodotti cosmetici.

Una diversificazione che ha rafforzato la necessità di un marchio di tutela capace di garantire qualità e tracciabilità lungo tutta la filiera.

Ricorsi e ostacoli: una vicenda complessa

Nonostante l’iter per il riconoscimento IGP sia stato avviato da anni, il percorso ha subito numerosi rallentamenti. Secondo quanto emerso, opposizioni e ricorsi – in particolare da parte del comparto legato alla DOP dell’olio essenziale – hanno contribuito a bloccare più volte la procedura.

Attualmente la pratica è in fase di valutazione a Bruxelles, dopo aver superato l’istruttoria nazionale. Tuttavia, nuovi ricorsi presentati nei giorni scorsi potrebbero allungare ulteriormente i tempi.

L’8 aprile è prevista una nuova udienza al TAR, considerata un passaggio cruciale per il futuro del riconoscimento.

Le prospettive: tra mercato e sviluppo territoriale

Il riconoscimento IGP potrebbe rappresentare una vera svolta per il territorio. Oltre all’aspetto economico, si punta a valorizzare il bergamotto anche come leva di sviluppo turistico e sostenibile, in linea con le nuove politiche europee sui prodotti a indicazione geografica.

L’obiettivo è la creazione di un futuro Consorzio di tutela che riunisca i produttori e promuova il marchio sui mercati internazionali, rafforzando al tempo stesso la biodiversità e la tradizione agricola locale.

Dopo anni di attese, la partita resta aperta. Ma per il Bergamotto di Reggio Calabria, simbolo di identità e resilienza, il traguardo dell’IGP appare oggi più vicino che mai.

Redazione

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