L’ostensione delle spoglie mortali di san Francesco, evento che ha attirato fedeli e pellegrini da tutta Italia e dall’estero, si concluderà domenica 22 marzo e non sarà ripetuta né durante il centenario francescano in corso né in un prossimo futuro.
Questa venerazione straordinaria non è stata concepita come una semplice rievocazione storica né come l’esaltazione di un personaggio famoso. Piuttosto, ha rappresentato un momento di incontro profondo con la figura di san Francesco, un “fratello” che ha già realizzato la sua santità.
Secondo gli organizzatori e i religiosi coinvolti, l’ostensione ha voluto guidare i partecipanti a riflettere sulla passione, morte e risurrezione di Gesù, considerata un dono per la vita di ciascuno. Un invito, dunque, a riconoscere nella spiritualità francescana un modello di amore reciproco e di dedizione agli altri, da vivere concretamente nella quotidianità.
I pellegrini hanno potuto avvicinarsi alle reliquie con momenti di preghiera, meditazione e silenziosa contemplazione, vivendo un’esperienza spirituale che ha unito la devozione personale alla riflessione collettiva sui valori della vita cristiana.
Con la conclusione dell’ostensione, Assisi si prepara a celebrare la Pasqua, un’occasione che si lega simbolicamente al messaggio di san Francesco: il dono dell’amore e della fratellanza come cammino per realizzare la propria vita nella gioia e nella speranza.
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