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Tensioni nel Golfo: irritazione degli Emirati per le rivelazioni israeliane su presunti attacchi contro l’Iran

Negli Emirati Arabi Uniti cresce la tensione diplomatica dopo le notizie diffuse da media israeliani secondo cui Abu Dhabi avrebbe condotto un attacco limitato contro obiettivi in Iran. Secondo quanto riportato dall’emittente israeliana Channel 12, fonti vicine al governo emiratino avrebbero espresso forte irritazione per la diffusione pubblica di informazioni ritenute estremamente sensibili.

Una fonte vicina agli Emirati ha dichiarato all’emittente che ad Abu Dhabi “si fatica a comprendere il comportamento israeliano e il tipo di briefing che proviene da Gerusalemme”, sottolineando come rivelazioni di questo tipo possano compromettere gli equilibri nella regione. “Pubblicazioni del genere non aiutano lo sforzo regionale e potrebbero causare danni”, ha aggiunto la stessa fonte.

La preoccupazione emiratina riguarda in particolare il delicato quadro geopolitico del Golfo, dove si sono intensificate le tensioni legate alle attività militari. Secondo quanto riferito, la diffusione di informazioni non coordinate rischierebbe di mettere a repentaglio operazioni sensibili e i canali di cooperazione tra diversi attori regionali.

Le critiche da Abu Dhabi riguardano anche la decisione, attribuita a Israele, di rendere pubblici i voli di evacuazione di cittadini israeliani dagli Emirati verso lo Stato ebraico. Una fonte emiratina ha sottolineato che in un contesto caratterizzato da traffico militare e dalla presenza di missili nello spazio aereo regionale, divulgare operazioni di evacuazione rappresenterebbe un rischio inutile. “Quando ci sono grandi quantità di voli e missili in aria e c’è la necessità di evacuare o spostare aerei per motivi di sicurezza, non ha senso renderlo pubblico. Situazioni del genere si gestiscono in segreto per evitare pericoli”, ha spiegato.

Nel frattempo emergono anche segnali dal vicino Regno dell’Arabia Saudita. Una fonte della famiglia reale saudita, citata sempre da Channel 12, ha affermato che Riyadh avrebbe già coordinato con alcuni alleati regionali possibili scenari di risposta nel caso di un’escalation militare. Tuttavia, ha precisato, al momento la priorità resta evitare un conflitto diretto.

“Finora riteniamo che evitare la guerra sia la scelta migliore”, ha dichiarato la fonte. Ma l’avvertimento all’Iran resta chiaro: se gli attacchi contro i Paesi del Golfo dovessero proseguire, l’Arabia Saudita sarebbe pronta ad aprire le proprie basi militari alle forze statunitensi per fornire supporto logistico e militare in eventuali operazioni contro Teheran.

Le dichiarazioni provenienti da Emirati e Arabia Saudita evidenziano la fragilità dell’attuale equilibrio nella regione del Golfo, dove il rischio di escalation resta elevato e la gestione delle informazioni sensibili appare sempre più cruciale per evitare un allargamento del conflitto.

Redazione

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