Pechino torna a chiedere con forza la fine delle ostilità in Medio Oriente. Il ministro degli Esteri cinese Wang Yi ha ribadito che il conflitto nella regione “non sarebbe mai dovuto scoppiare” e che la guerra, oltre ad aggravare la crisi umanitaria e politica, “non porta benefici a nessuno”.
Durante il suo intervento, il capo della diplomazia cinese ha sottolineato come la posizione di Pechino resti immutata. “La nostra posizione non è cambiata di un millimetro: serve un cessate il fuoco”, ha dichiarato Wang Yi, evidenziando che le armi rappresentano “strumenti pericolosi” che rischiano di alimentare ulteriormente l’instabilità nell’area.
Secondo il ministro, la priorità della comunità internazionale dovrebbe essere quella di fermare l’escalation militare e favorire un ritorno al dialogo politico, unico percorso in grado di garantire una soluzione duratura alla crisi.
Nel suo intervento Wang Yi ha anche fatto riferimento ai rapporti tra Cina e Stati Uniti, invitando le due potenze mondiali a rafforzare il dialogo e a evitare tensioni inutili. “Cina e Stati Uniti dovrebbero impegnarsi in uno spirito di rispetto reciproco, perseguire il principio fondamentale della coesistenza pacifica e lavorare per una cooperazione vantaggiosa per tutti”, ha affermato.
Le parole del ministro degli Esteri arrivano in un momento particolarmente delicato per gli equilibri internazionali, con il Medio Oriente ancora segnato da forti tensioni e con le principali potenze globali chiamate a svolgere un ruolo decisivo per favorire la stabilità e la pace nella regione.
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