Primo Piano

Trump e Israele hanno sottovalutato la capacità di reazione iraniana?

Contrariamente alle previsioni di un rapido collasso della catena di comando iraniana, la risposta dei Pasdaran si è intensificata sia in quantità sia in qualità. Ondate coordinate di missili balistici — fino a una decina per volta — stanno colpendo Israele e le monarchie del Golfo con una frequenza superiore rispetto agli scontri dello scorso anno.

L’ingresso in campo di Hezbollah dal Libano e di milizie sciite irachene ha ulteriormente ampliato il fronte. La base di Erbil, dove è presente anche un contingente italiano, è stata nuovamente bersagliata. Nel frattempo, sciami di droni e missili hanno messo in difficoltà le difese delle monarchie del Golfo, colpendo radar, infrastrutture strategiche, porti e raffinerie.

Il dato più significativo è la precisione degli attacchi: Teheran sembra aver attivato un piano predisposto da tempo, con cellule operative capaci di agire anche in condizioni di comando degradato. Questo elemento smentisce l’idea che una campagna aerea massiccia potesse paralizzare in pochi giorni la capacità offensiva iraniana.

Difese sotto pressione

Israele continua a contare sulla propria architettura multilivello — Arrow, David’s Sling e Iron Dome — che finora ha intercettato la maggior parte dei droni. Ma la saturazione resta un rischio concreto.

Anche le forze statunitensi mostrano segnali di stress operativo: l’impiego massiccio di missili Tomahawk e intercettori Patriot e Thaad sta consumando scorte a un ritmo superiore alle previsioni. Alcune stime parlano di centinaia di cruise già utilizzati nei primi giorni. La logistica — manutenzione di F-35 e F-22, protezione delle basi in Qatar e Giordania — diventa ora il vero fattore limitante.

Il traffico marittimo nello Stretto di Hormuz risulta fortemente rallentato, mentre nel Mar Rosso le minacce degli Houthi stanno influenzando le rotte commerciali. L’impatto economico globale è già tangibile.

L’azzardo politico

Il nodo centrale resta strategico. Se l’obiettivo implicito fosse un cambio di regime a Teheran, al momento non si registrano segnali concreti di rivolta popolare su larga scala. La struttura del potere iraniano, pur colpita duramente, non appare prossima al collasso.

In questo scenario, la convinzione espressa nei giorni scorsi da Washington che il conflitto sarebbe stato rapido e circoscritto appare oggi eccessivamente ottimistica. La storia recente insegna quanto le previsioni di campagne lampo possano rivelarsi illusioni strategiche.

Il terzo giorno di raid potrebbe quindi diventare il momento della verità: se la pressione aerea riuscirà a ridurre la capacità iraniana di coordinare le ritorsioni, oppure se emergerà definitivamente che Teheran aveva preparato una risposta di lungo periodo.

Per ora, il campo restituisce un dato evidente: l’Iran non è stato piegato nelle prime 72 ore. E la convinzione di poter imporre rapidamente una superiorità totale si sta scontrando con una realtà molto più complessa e imprevedibile.

Redazione

Recent Posts

Scuola, Meloni: «Tecnici e professionali diventano licei, nessuna scelta vi renderà meno»

Gli istituti tecnici diventeranno licei tecnologici e gli istituti professionali assumeranno la denominazione di licei…

6 minuti ago

Atrani, al via il concorso di idee per la rigenerazione urbana del borgo

Atrani punta sulla rigenerazione urbana per affrontare le sfide del futuro senza consumare nuovo territorio.…

40 minuti ago

Carburanti, Eni introduce un tetto ai prezzi: benzina a 1,99 euro e diesel a 2,19 euro

Alla vigilia della riduzione dello sconto sulle accise sul gasolio, Eni interviene sui prezzi dei…

54 minuti ago

Perugia. Incendio a Solfagnano, le fiamme coinvolgono anche una roulotte

Intervento dei Vigili del fuoco nel primo pomeriggio di oggi, venerdì 25 settembre, per un…

1 ora ago

Bastia Umbra. Incendio a un autoarticolato sulla SS 75 a Ospedalicchio, intervento dei Vigili del fuoco

Ospedalicchio di Bastia Umbra, mattinata di intervento per i Vigili del fuoco di Perugia, chiamati…

1 ora ago

Brexit, i silenzi di Burnham alimentano i rumors: «Il Regno Unito potrebbe tornare in Europa»

Brexit torna al centro del dibattito politico britannico e questa volta a riaccendere le discussioni…

3 ore ago