La disfida sotto la Madonnina si chiude con largo anticipo. L’Inter è lassù, dieci livelli sopra, sempre più padrona del campionato di serie A. Il Milan, invece, inciampa fragorosamente a San Siro contro il Parma e vede evaporare le ultime, residue speranze di tenere viva la corsa scudetto.
Il ko interno spezza una striscia di 24 risultati utili consecutivi e, dato ancor più significativo, interrompe 19 partite di fila con almeno un gol all’attivo. Un crollo inatteso, maturato al termine di una gara in cui i rossoneri hanno dominato per lunghi tratti senza però trasformare il controllo in concretezza. Perché dominare non è sinonimo di vincere.
L’Inter resta irraggiungibile, mentre la Juventus, quinta, non rosicchia punti e rimane otto gradini sotto. È una consolazione magrissima per il Diavolo di Allegri, che vede ridimensionarsi drasticamente le ambizioni tricolori proprio nel momento in cui serviva lo scatto definitivo. Le contemporanee sconfitte di Napoli e Juve leniscono solo in parte il dolore di una serata che rischia di pesare come un macigno nel bilancio finale.
Tre punti avrebbero blindato ulteriormente la zona Champions, mettendo in cassaforte un margine prezioso. Invece il Milan si ritrova a fare i conti con un addio allo scudetto che appare coerente con il percorso stagionale: troppi i punti lasciati per strada contro squadre della parte destra della classifica. Un limite strutturale che ha impedito ai rossoneri di restare agganciati alla vetta quando la stagione è entrata nella fase decisiva.
Nelle ultime sei uscite casalinghe sono arrivate soltanto due vittorie, un rendimento che stride con le ambizioni di vertice. La spinta del pubblico non è bastata a colmare le disattenzioni e le pause di concentrazione che, contro avversari organizzati e affamati di punti salvezza, si pagano a caro prezzo.
Sul piano tecnico, la sfida generazionale tra Cuesta e Allegri ha sorriso al primo: quattro punti strappati in due partite che certificano la capacità di leggere i momenti della gara e sfruttare le fragilità avversarie. Il Milan, invece, si è smarrito proprio quando avrebbe dovuto alzare l’asticella della maturità.
La disfida di Milano, dunque, consegna un verdetto quasi definitivo: l’Inter vola verso il traguardo con passo sicuro, il Milan è costretto a ricalibrare obiettivi e priorità. Resta la Champions da difendere e consolidare, resta l’orgoglio di una squadra che per mesi ha tenuto testa ai rivali cittadini. Ma la sensazione è che il treno scudetto sia passato, e che il rumore di questa caduta a San Siro riecheggerà ancora a lungo nella stagione rossonera.
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