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La testimonianza esclusiva di Attilio Carbone sulle Torri Gemelle

Il 23 febbraio 2026, Fast News Platform ha pubblicato una testimonianza esclusiva del conduttore radiofonico italoamericano Attilio Carbone, sugli attentati alle Torri Gemelle dell’11 settembre 2001.

Carbone racconta come, grazie all’intuito di sua moglie Francesca, suo figlio Rocco non si sia recato quel giorno a New York in macchina con due sue nipotine. “Per fortuna non gli ha dato la macchina, altrimenti chissà cosa sarebbe successo”, afferma.

Quel giorno Carbone si trovava in altura in un paese vicino a New York per lavoro e, ascoltando la radio, ha appreso delle prime notizie: inizialmente si pensava a un solo aereo, ma poco dopo il secondo colpì la Torre Sud. “Ho comprato una macchina fotografica e ho scattato tutte le fotografie. Ho visto il secondo aereo colpire la torre e il disastro successivo”, racconta, precisando che l’aereo si vedeva solo come un’ombra a causa della distanza, mentre fumo e fiamme erano chiaramente distinguibili.

Carbone ricorda anche con dolore molti amici dei figli morti quel giorno. La sua testimonianza restituisce la drammaticità di un evento che non solo cambiò il volto di New York, ma segnò per sempre la storia contemporanea e la vita di migliaia di famiglie.

L’11 settembre 2001

L’11 settembre 2001, 19 terroristi dell’organizzazione Al Qaeda dirottarono quattro aerei di linea negli Stati Uniti. Due di questi velivoli si schiantarono contro le Torri Gemelle del World Trade Center a New York (alle 8:46 e 9:03 ora locale), provocandone il crollo nel giro di poche ore. Un terzo aereo colpì il Pentagono vicino a Washington D.C., mentre il quarto precipitò in un campo della Pennsylvania, dopo che i passeggeri tentarono di riprendere il controllo dell’aereo.

Quasi 3.000 persone persero la vita, tra civili, vigili del fuoco, poliziotti e personale militare. Gli attentati provocarono una profonda trasformazione della geopolitica mondiale: nacque la “guerra al terrorismo”, si rafforzarono le misure di sicurezza internazionale e furono avviate campagne militari in Afghanistan e in altre regioni del Medio Oriente. La memoria di quell’evento rimane un monito sulla fragilità della sicurezza globale e sulla resilienza delle comunità colpite.

Redazione

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