di Paolo Fedele *
A chiusura della giornata dedicata alle Foibe, voglio rivolgere questo pensiero.
Ci sono addii che non hanno avuto tempo. Porte spalancate nella notte. Mani che cercavano altre mani. Voci spezzate a metà di un nome.
Le foibe non sono solo ferite della terra, sono ferite nel cuore di famiglie che non hanno più riabbracciato i loro cari.
Madri mai più tornate.
Padri scomparsi nel silenzio.
Figli diventati grandi senza qualcuno che li vedesse crescere. E valigie rimaste leggere, perché il dolore pesa più di qualunque cosa si possa portare via.
Il tempo passa, ma l’amore no. La memoria no.
Ricordarli oggi è sussurrare: siete ancora qui.
Nei nostri pensieri. Nel nostro rispetto. Nelle lacrime che non vi restituiscono, ma vi tengono vivi.
Sempre.
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