Attorno ad un’immagine, scriveva Italo Calvino nella sua lezione sulla visibilità, ne nascono delle altre ed è come se si formasse un campo di analogie, di simmetrie, di contrapposizioni.
La scrittura poi cercherà l’equivalente dell’immagine visiva, in uno sviluppo tendenzialmente coerente, tendenzialmente perché in realtà è una molteplicità di possibili che si commette tra sensazioni e pensiero, perché la somma di informazioni, di esperienze, di valori solo potenzialmente si identifica in un mondo dato in blocco, senza un prima e un poi.
Il paesaggio della memoria finisce con l’apparire distante, alternativo alle visioni e alle sensazioni del presente.
Ed è nell’abitare questa distanza che forse sarà possibile cogliere lo spessore della mobilità delle forme che si accompagna al diverso percorso mentale.
Casa nostra, i valori e i principi che fine hanno fatto?
Magrebini e nord-africani arrivano a bordo di barconi guidati dai trafficanti di esseri umani, e arrivano da noi lasciando dietro di sé un numero innumerevole di morti. Annegati e abbandonati, senza sepoltura e con pochi rimpianti. Perché non c’è rimpianto per chi se l’è cercata? Per chi ha perfino pagato per intraprendere il viaggio dell’orrore, in fuga da tante altre cose.
Chi è senza biografia è senza patria e noi la stiamo pian piano perdendo, sempre più musulmani sempre meno italiani!
Noi dovremmo difenderci, dovremmo difendere ciò che è stato conquistato, dopo che i nostri avi se ne sono andati altrove, lontano … oltre oceano dove li hanno trattati con diffidenza. Sono andati per lavorare per un futuro, sono tornati, altri no.
Per questo sarebbe giusto oggi contrastare e difenderci dall’invasione dell’islam, difenderci dall’Africa e non solo ma anche dall’Europa che impone le sue regole, le sue politiche.
Ma non è disposta a condividere i costi delle scelte comunitarie.
Questa Europa con una moneta senza Stato!
Viviamo tempi difficili, indecifrabili, indecenti.
Città come Milano, Roma, Torino in mano al sopruso, all’abbandono, tanto da far sentire quegli extra comunitari impuniti votati a delinquere liberi di fare ciò che vogliono, dove si fatica a eliminare il pericolo, a dargli un nome e un volto.
Il problema è che ci sentiamo indifesi, senza autorità che ci proteggono.
Senza ideologie che ci offrono certezze.
Ma soprattutto, senza frontiere! E senza confini perdiamo la nostra identità. E l’identità serve a distinguerci dagli altri, serve a capire di chi ci possiamo fidare, a separare gli amici dai nemici.
Senza confini non riusciamo più a riconoscere gli altri e noi stessi.
Dilaga il nostro senso di impotenza e di sfiducia.
Il problema più grande per noi italiani è : i “ Pietosi” di professione, quelli con il rolex, i pietosi intellettuali e artisti che scaricano su di noi la loro Caritas irresponsabile.
Dovremmo reagire contro ogni invasione. Che pervenga dal Nord-Africa, da Bruxelles o da Berlino.
Noi, orfani di frontiere e confini, di bandiere e ideologie, oggi non sappiamo chi siamo. Molto meglio seguire l’esempio di Victor Orban, un faro il Premier dell’Ungheria per fermare i profughi!
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